Il commissario montalbano: intervista a luca zingaretti

“PARTECIPARE A QUEST’AVVENTURA È OGNI VOLTA UN’ESIGENZA E UN’URGENZA”

Addirittura Topolino, sul suo ultimo numero, ha dedicato una storia, in collaborazione con il padre Montalbano, Andrea Camilleri, al commissario.

Il successo della fiction rai ispirata che narra le avventure, i casi e gli amori di Il commissario Montalbano sembra non scemare e ogni volta l’attesa è grande e viene colmata del tutto dalla bellezza degli episodi.

Andranno in onda su Raiuno da lunedì prossimo quattro nuove avventure della fiction preferita dagli italiani Il sorriso di Angelica (15 aprile), Il gioco degli specchi (22 aprile), Una voce di notte (29 aprile) e Una lama di luce (6 maggio) Camilleri regala agli spettatori una breve introduzione prima di ogni messa in onda spiegando la genesi della storia e accompagnandoli nella visione.

Uno show tv da record che vanta, fra prime e repliche, ben 103 serate. La fiction in tredici anni ha ottenuto una media d’ascolto del 30 per cento, con oltre otto milioni di telespettatori. Che è stato trasmesso in oltre 65 paesi, fra cui Giappone, Australia, USA; perfino nell’inattaccabile BBC inglese, dov’è divenuto un fenomeno di culto.

Abbiamo incontrato Luca Zingaretti l’attore che, da più di un decennio, indossa i panni di Montalbano senza mai stancarsi, anzi.

Che effetto fa tornare ad essere Il commissario Montalbano?

Luca Zingaretti: Partecipare a quest’avventura è un’esigenza e un’urgenza: quello che ci lega è l’amicizia, non i contratti. Questo resta l’unico modo per continuare a fare bene le cose. Sono felice di essere tornato per questi quattro episodi perché abbiamo rispettato le aspettative altissime e lo dico io che non sono mai soddisfatto.

Qual è la grande novità dei prossimi episodi?

I grandi giallisti raccontano i tempi che vivono, il momento storico che li circonda e quindi è inevitabile che gli stessi personaggi si ritrovino in situazioni diverse, in questo caso più tristi e pesanti.

Come si spiega tanto interesse straniero?

Luca Zingaretti: A noi italiani sembra difficile capire che all’estero percepiscono ancora il nostro Paese come un bel posto dove vivere. La Penisola resta un sinonimo di ingegno, arte, cultura ed eleganza. Il commissario Montalbano racconta poi posti meravigliosi dove la vita procede ad un ritmo lento, il che è estremamente seducente persino per me che vivo a Roma, figurarsi per uno straniero.

Con 103 messe in onda, non si sente troppo presente in TV?

Luca Zingaretti: Per questo ho chiesto che girassimo 2-4 episodi al massimo ogni due anni, per lasciare il tempo al pubblico di sedimentare, ma gli ascolti confermano che il caso di Montalbano è unico e inspiegabile. Avrei preferito vedere meno repliche, ma la riproposizione delle puntate le ha fatte solo piacere di più.

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