Le avventure di taddeo l’esploratore: recensione film

IL LUNGOMETRAGGIO ANIMATO DI ENRIQUE GATO RISULTA MENO D’IMPATTO DEL CORTO DA CUI È NATO

Nel 2003 Enrique Gato aveva riscosso un notevole successo con un cortometraggio dal titolo Tadeo Jones. A 10 anni dalla nascita del simpatico esploratore per caso, il regista porta sul grande schermo il frutto della sua fantasia in un vero e proprio lungometraggio che però risulta essere più banale e meno d’impatto del corto da cui è nato.

Per pura coincidenza, Taddeo Stones, un operaio edile con la testa perennemente tra le nuvole, viene scambiato per un famoso archeologo e mandato in Perù per una spedizione di ricerca. Con l’aiuto del suo fedele cane Jeff, di un intrepido professore, di un pappagallo muto, di un avidissimo messicano e di Sarah, una sensuale archeologa, dovrà riuscire nell’arduo compito di salvare la Città Perduta degli Incas da una malvagia banda di cacciatori di tesori.

Le avventure di Tadeo l’esporatore tocca temi abbastanza conosciuti e sfruttati sino all’osso nel mondo del film d’animazione: amore, odio amicizia, sincerità e lotta per raggiungere i propri sogni. A dir la verità essendo Le avventure di Taddeo l’esploratore un film, giustamente, dedicato al pubblico dei piccini, non vi è nulla di male nella retorica delle sue tematiche il problema è che anche i personaggi che danno vita all’avventura sono alquanto stereotipati e ben poco caratterizzati. E così ecco che ci troviamo davanti al solito ragazzo goffo, alla bella di turno a un gruppo di animali di vario genere e a una serie di cliché invadenti.

Il film Le avventure di Taddeo l’esploratore non tiene minimamente conto del fatto che pian piano anche le pellicole di animazione, soprattutto grazie agli ultimi capolavori Disney come The Brave (principessa per la prima volta priva di principe azzurro) e Ralph Spaccatutto (dove vi è il cattivo che vuole diventare buono e il buono che fa la figura dello scemo), si stanno allontanando dagli stereotipi di un tempo cercando di dare ai propri protagonisti una caratterizzazione e un tipo di introspezione tutta nuova tanto da aver conquistato anche il pubblico adulto.

Nota positiva del film è l’ambientazione esotica e piena di misteri in cui le azioni dei personaggi si svolgono. Divertente anche il costante accostamento tra il cartone e la saga Indiana Jones ma questo, purtroppo, non basta a colmare le lacune della narrazione e dei suoi personaggi e a rendere il film più interessante.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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