Nina: recensione film

LA GRANDE PECCA DELL’OPERA PRIMA DI ELISA FUKSAS È QUELLA DI AVER OSATO TROPPO

GENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 18 aprile

Proprio nel quartiere Eur di Roma dove l’opera architettonica che porta il suo cognome e che si chiama la Nuvola è ancora in costruzione, Elisa Fuksas decide di ambientare il suo primo lungometraggio in un caldo agosto romano.

È tra i palazzi bianchi del ventennio, che eleganti e fieri sono ora simbolo di contemporaneità e rendono il panorama della capitale molto più vario e meno antico di un tempo, che Nina (Diane Fleri) trascorre le sue giornate in un tempo dilatato. Nina è alla ricerca di se stessa e nell’attesa di trovarsi trascorre la sua estate prendendo lezioni di cinese, portando a spasso il cane degli amici che gli hanno prestato l’abitazione e parlando con un portiere di soli nove anni.

La trama del lungometraggio della Fuksas è presso che inesistente anche se la bella Fleri fa di tutto per portare sulle spalle della sua interpretazione un’intera generazione sospesa nel limbo nell’incertezza, limbo che ha come scenografia “naturale” il quartiere romano, il suo bianco e la sua architettura razionalista.

Il lungometraggio della giovane cineasta non può lasciare indifferenti: la bellezza della fotografia, firmata da Michele D’Attanasio, e le citazioni registiche che vanno da Antonioni a Lynch non possono che essere opera di una donna che il cinema lo conosce, lo ama e lo sfrutta al pieno delle sue potenzialità estetica.

Il film fa perno su un’armonia visiva fortissima e sempre coerente con la sua protagonista assopita nella sua esistenza che cerca di essere risvegliata dai personaggi che le fanno da contorno come ad esempio Fabrizio (Luca Marinelli), che cerca di scuotere in lei sentimenti sopiti di cui la ragazza sembra avere paura, Ettore (Luigi Catani) il bambino che parla come un grande .

Nina è un film che ha la pecca di aver osato un po’ troppo: la perfezione registica offusca totalmente la storia che, purtroppo, rimane solo la bozza di un bellissimo diario intimistico.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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