Passione sinistra: incontro con il regista, Alessandro Preziosi e il resto del cast

POLITICA E AMORE, NEL NUOVO FILM DI MARCO PONTI

Politica è passione, politica è partecipazione, politica è impegno.. a volte politica è anche amore. È quello che succede a Nina e Giulio, entrambi nati e cresciuti in ambienti sociali diversi e con ideali totalmente opposti. Lei, giovane ragazza di sinistra impegnata nel sociale; lui, giovane borghese figlio di una ricca famiglia di industriali. Il caso della vita vuole che i due si incontrino, e se in un primo momento l’odio regna incontrastato, non c’è ideale politico che riesce a separare due persone che finiscono con l’amarsi. Questa la storia di Passione Sinistra, il nuovo film di Marco Ponti presentato venerdì scorso alla stampa. La proiezione è stata seguita dalla conferenza stampa, alla quale erano presenti il regista, Alessandro Preziosi, Valentina Lodovini, Eva Riccobono, Vinicio Marchioni, Geppi Cucciari e l’autrice del romanzo a cui è ispirato, Chiara Gamberale.

1) “Le cose belle della vita non sono le nostre certezze, sono i nostri cambiamenti”. Pensiate sia vero ciò che dice la battuta finale del film?

Marco Ponti: A mio parere è la frase più importante del film. Nina e Giulio sono due persone inconciliabili, immobili nell’ottusità delle loro posizioni. Sicuramente è più facile trovarsi in una situazione ferma al “io ti odio e tu mi odi”, ma la vera sfida è di chiudere il film in una posizione dinamica che porti alla conclusione che la salvezza è il cambiamento. È difficile rendere questa ’idea, ma ci abbiamo provato perchè speriamo che lo sia anche per questo Paese.

Alessandro Preziosi: A proposito di quella frase finale penso anch’io che il ragionamento sul cambiamento sia quello che rende giustizia al lavoro di Marco. Io il film l’ho vissuto come la nascita di un figlio che ti dà la possibilità di cambiare, di approfittare di questo momento per suggerire a noi e a chi ci sta vicino un momento di propulsione verso il cambiamento. In questa sceneggiatura mi sembrava di vedere la nostra società.

Valentina Lodovini: Amo molto il cambiamento per cui quell’ultima frase mi rappresenta. Per me il cambiamento è sempre evoluzione, tendo ad essere diffidente da chi rimane fermo. Continuo a vedere il film sì come una commedia romantica che cerca di destrutturare i luoghi comuni, ma soprattutto come la storia di un’identità che si plasma. Io ho pensato a Nina, il mio personaggio, come a Alice nel paese delle meraviglie: un’eroina in viaggio che alla fine trova se stessa, alla ricerca di una passione.

2) Per Marco Ponti. Perché la scelta di Marco Mengoni per  il brano di apertura (una reinterpretazione del brano “Destra-Sinistra” di Giorgio Gaber) del film e come mai hai aspettato tanti anni prima di fare un nuovo film?

Marco Ponti: In realtà ho fatto molte cose in questo ultimi ani e sono stato vicino ai desideri professionali di mia moglie. Non è il massimo del carrierismo, lo so. Questo film, con buona pace dei maschi, è un film che ha un DNA profondamente femminile. Il mio alter-ego è il personaggio di Nina che si porta sulle spalle ogni scena, è una donna intraprendente che esce da una situazione difficile e poi anche gli altri personaggi denotano questo aspetto femminile forte, ad esempio la sorella minore di Alessandro Preziosi che è un suo mentore, femminile e più giovane. Questa prospettiva mi sembrava interessante per raccontare un Paese in cui il ruolo deputato per raccontare la donna nei media è spesso decorativo. Per quello che riguarda Mengoni, aveva già interpretato questa canzone e poteva dare il giusto tono di partenza del film che parte con una dualità che poi viene superata.

3) Per Valentina Lodovini e Alessandro Preziosi. Approfondiamo il discorso del look di scena.

Valentina Lodovini: Per le scelte dei look siamo rimasti fedeli alla sceneggiatura e quindi alla storia del film. Era necessario, per non dire obbligatorio.

Alessandro Preziosi: Per il mio personaggio ci siamo ispirati a personaggi della nostra realtà. Penso a Lapo Elkann per i dettagli degli abiti, perfino alle fodere delle giacche. Il lavoro fatto con il costumista è stato molto interessante perché mi ha dato grande slancio nella fisicità e nel capire quanto ci sia diverso da questo personaggio nella mia vita.

4) Per Marco Ponti. Per il personaggio del politico candidato a sindaco di Roma e stella nascente della sinistra ti sei ispirato a qualcuno delle figure della nostra scena politica in particolare? E perché hai scelto Marco Travaglio come punto di riferimento della protagonista Nina?

Marco Ponti: Il personaggio del candidato sindaco di Roma ha una sola ispirazione, King Julien, il re dei Lemuri del film Madagascar, perché lui è il personaggio di potere più stupido di tutti. Inoltre, per il personaggio il lavoro dell’attore Glen Blackhall è stato fondamentale. Per quanto riguarda Travaglio, lavorando sul personaggio di Nina mi chiedevo di cosa avesse bisogno. Ho pensato ad un punto fermo, al fatto che fosse affascinata da un uomo che ha le idee chiare, che ha un’opinione su tutto. Esattamente come Travaglio. La cosa ci divertiva, soprattutto perché quando lei ha l’opportunità di chiedergli una cosa perché se lo trova davanti, non ci riesce perché scompare mentre scatta il verde ad un semaforo.

5) L’ultima domanda è per Marco Ponti. Hai detto che il dualismo destra-sinistra è superato e antiquato, e nel film è molto importante anche il ruolo della  commedia romantica. Che pubblico immagini per il tuo film?

Marco Ponti: Il film è sul superamento dello scontro destra-sinistra, nessuno di noi ha pensato di fare un film sugli ultimi vent’anni passati da questo Paese. Per il mio film ho in mente tutto il pubblico!

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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