Passione sinistra: recensione film

LA COMMEDIA ROMANTICA DI MARCO PONTI SI SVILUPPA ATTORNO ALLA POLITICA

passione sinistra locandinaGENERE: commedia

DATA DI USCITA: 18 Aprile 2013

VOTO: 2.5 su 5

Passione Sinistra di Marco Ponti, racconta la storia di due ragazzi che sono socialmente diversi ed idealisticamente opposti, ma che nonostante tutto finiscono con l’affezionarsi l’un l’altro. Nina è infatti una ragazza impegnata politicamente, che si spende per l’ecologia, che crede nei suoi valori e porta avanti le lotte per cui pensa valga la pena di lottare. Giulio, invece, è il giovane rampollo di una famiglia di ricchi borghesi, presuntuoso e maschilista.

È proprio nella descrizione dei due personaggi principali che sta la prima pecca del film: pieno di stereotipi, alquanto banali. Tutti i clichè che sono propri rappresentare la destra e la sinistra italiana, come anche la classe borghese e la figura del radical chic, li ritroviamo in scene del film, senza neanche provare a innovare o scavare affondo a quelle che sono i concetti standard della tradizione comune. Oltre a loro due infatti, interpretati da Valentina Lodovini e Alessandro Preziosi, anche quelli che sono i rispettivi fidanzati incarnano modelli scontati della società civile. Eva Riccobono è infatti Simonetta, compagna superficiale, ingenua e poco erudita di Giulio, mentre Vinicio Marchioni è lo scrittore prossimo al successo, partner di Nina.

Dalla vita così apparentemente diversa, i due si incontrano per caso per la compra vendita di una casa e il lieto fine si comprende sin da questa scena. Seppure sembrava che la politica potesse essere uno dei temi importanti trattati nel lungometraggio cinematografico, purtroppo non possiamo che affermare che viene usata solo come “causa-motivo” sul quale basare la sceneggiatura. È la scusa per legittimare una storia d’amore tra due estranei; per fare capire quanto il cambiamento a volte sia necessario nella vita delle persone per potersi rigenerare; per apprendere come gli stereotipi siano spesso un qualcosa di sbagliato.

C’è da dire che comunque il film è ben girato e interpretato, e che lo svolgimento prosegue veloce e coerente. Anche se è evidente come gli attori abbiano messo tutte le loro capacità per far funzionare una storia che, di per sè, ha ben poco di originale.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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