Roger ebert: addio al critico a quattro stelle

LA SUA OPINIONE ERA LA PIÙ INFLUENTE LA SUA CRITICA LA MIGLIORE DEL MONDO

Solo pochi giorni fa sul suo blog Roger Ebert ha scritto ”I’ll see you at the movies” parlando del fatto che per colpa della sua malattia avrebbe lasciato il mondo della critica. E lo ha fatto davvero, proprio ieri sera, ma senza possibilità di ritorno.

Forse le parole più semplici ma che meglio descrivono chi è stato, chi era e chi è Ebert sono quelle che, saputo della sua morte, ha detto il Presidente Obama “was the movies”.

 Ebert era i film, era il cinema tanto da essere l’unico critico aa avere una stella sulla Walk of fame di Hollywood.

Roger Ebert aveva 70 anni era il critico cinematografico di punta del Chicago sun-times ed era stato anche sceneggiatore di alcuni film del suo grande amico Russ Meyer.

Nel 1975 vinse un premio Pulitzer per la critica ed è nella sua recensione di Shaolin Soccher, film del danese Stephen Chow, che ha spiegato, per la prima volta la base del suo metodo di recensione: “il sistema delle stellette è da considerarsi relativo, non assoluto. Quando chiedete ad un amico se Hellboy è un bel film, non gli chiedete se è un bel film rispetto a Mystic River, gli chiedete se è un bel film rispetto a The Punisher. E la mia risposta sarebbe che, se in una scala da 1 a 4 Superman è 4, allora Hellboy è 3 e The Punisher è 2. Allo stesso modo, se American Beauty è un film da 4 stelle, allora Il delitto Fitzgerald ne merita due”.

Ogni recensione di Ebert era accompagnata da un punteggio in stelle, che variava da un massimo di quattro ad un minimo di mezza stella. Un particolare voto di “zero stelle” è destinato a quei film giudicati pessimi sotto il punto di vista etico e/o artistico. Il punteggio può anche essere espresso in Thumbs Up o Thumbs Down (“pollici in su” e “pollici in giù”) secondo la seguente equivalenza:

da 3½ a 4 stelle: 2 Thumbs Up


3 stelle: 1 Thumb Up


2½ stelle: 1 Thumb Down

2 stelle o meno: 2 Thumbs Down

Alcuni film contrassegnati da 1½ stelle o meno fanno anche parte della lista Roger Ebert’s Most Hated, ovvero un assortimento delle sue recensioni più caustiche.

La sua scomparsa, di certo, va accompagnata, per il mondo del giornalismo e della critica cinematografica in generale, da almeno 3 Thumbs down.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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