The raid: missing in italy

TRA CARPENTER E ARTI MARZIALI, IL FILM D’AZIONE ASIATICO DEFINITIVO

Con John Woo che si prende una pausa dall’action contemporaneo girando film di samurai, l’appassionato aspetta che da quella parte dell’Asia arrivi un nuovo talento che possa dare nuova vita al genere, riaggiornandolo con creatività e senso dell’adrenalina. Forse quel talento l’abbiamo trovato: si tratta di un gallese, Gareth Evans, che si è trasferito in Indonesia per girare un omaggio ai film d’arti marziali cinesi, con un tocco di horror americano che ben ci sta. Stiamo parlando di The Raid: Redemption, il classico film d’azione che riesce a  lasciare la gioia negli occhi dei fan del genere, ma non solo.

La storia è classicissima: un gruppo di poliziotti deve fare una retata in un palazzo completamente controllato da uno dei più grandi spacciatori della zona. In realtà l’operazione è stata lanciata da un vecchio tenente delle squadre speciali, senza il permesso del comando di polizia. Una volta che gli agenti vengono decimati dai vari assassini professionisti che abitano nel palazzo, non resta altra speranza per i pochi sopravvissuti che contare sulle proprie forze. Sarà una lunga giornata.

Il film, anche se parte da un concetto fin troppo simile a Distretto 13 di John Carpenter, è interamente basato su sparatorie, capriole in aria, fiotti di sangue, duelli col machete e frasi d’effetto: e sinceramente va’ bene così. Era da anni che non si vedeva un film d’azione che riuscisse a conciliare così bene storia e arti marziali: nel mezzo c’è anche un credibile ritrovamento tra due fratelli, completamente agli opposti, visto che uno è diventato uno scagnozzo dello spacciatore e l’altro è un poliziotto. L’avvicinamento tra i due avviene lentamente, ma è solo utopico, visto che questi per via delle loro nature differenti sono imposti a due percorsi di vita differenti. L’importante è che i cattivi vengano fatti fuori. E anche senza armi a disposizione, bisogna essere agili, svegli e trovare modi sempre creativi per sopravvivere. L’importante è fare fuori per tirarsene fuori: la speranza per farcela è labile, ma c’è. Il sequel di fatti è già in preparazione. 

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Creativo e pieno di immaginazione (ma questo dovrebbero dirlo gli altri), scrive a tutto spiano in attesa del salto dietro la macchina da presa...
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