Tramonto: un corto di roberto urbani

LA PARABOLA DEL RAPPORTO TRA DUE UOMINI AL CENTRO DI TRAMONTO: IL CORTO DI ROBERTO URBANI, PRODOTTO DA TERRA LONTANA

Il panorama dei cortometraggi indipendenti è sempre più vasto e competente e Tramonto di Roberto Urbani, merita sicuramente di farne parte. Al centro del corto, ambientato in un credibile far west, vi è il rapporto conflittuale tra due uomini, che ripercorre le fasi dell’infanzia fino all’età adulta. In principio vi è un bambino (Jacopo Losani) che ansiosamente attende un padre assente (Pino Quartullo), il quale un giorno torna con il suo cavallo verso casa, ma con sé porta un altro bambino, Daniel (Giacomo Nasta). L’arrivo di questa novità non è gradita dal protagonista, il quale, sentendosi invaso,  nutre fin dal primo istante una invidia intensa e annientatrice nei confronti di Daniel, contendendosi con lui ogni piccolo spazio della sua casa. Tale sentimento negativo provocherà solo guai, fin quando, ormai adulti, i due arriveranno al duello.

Tramonto è dunque la parabola di un rapporto complicato che conduce inevitabilmente al tramonto di uno dei due protagonisti, il tutto ben sorretto da una narrazione composta da flash black che rende lo spettatore del passato, del presente e del futuro dei protagonisti in scena. I costumi, l’ambientazione e la stessa tematica del film, ricorda i classici western, seppur ben trasportati in un cortometraggio di epoca moderna.

Nelle poche parole pronunciate da Riccardo Scaratoni e Carlo Caprioli, i due fratellastri divenuti adulti, si racconta proprio di questa invidia che fin da bambini li ha annientati, portandolo fino al duello finale. È proprio il promo protagonista, dopo aver sparato, a sentire la necessità di una riconciliazione ma un ruscello simbolicamente li divide e la loro unione non avverrà mai.

Ritratto intimistico in un mondo dall’apparenza western, omaggio ai grandi miti John Ford, John Hillcoat, Anthony Mann e tanti altri.

La musica di Giovanni Piccardi, ispirata al musicista e scrittore Nick Cave, esprime tutta l’angoscia e frustrazione data dalla difficoltà di riconciliazione tra i due protagonisti.

Un corto dunque che desta interesse e che in fondo, senza giudizi, né punti di vista, racconta una storia semplice, archetipo di tutti gli umani.

Una produzione TERRA LONTANA.

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Critica e ufficio stampa free lance si autodefinisce "agonista del cinema".
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