Blancanieves: missing in italy

DIRETTAMENTE DAL FESTIVAL SPAGNOLO DI ROMA, UNA PERLA TRA FIABA E OMAGGIO AL CINEMA DEL PASSATO

La fiaba è tornata di moda a Hollywood e a questo proposito un Classico delle favole, Biancaneve, è già stato riportato in vesti di kolossal ben due volte, con risultati non del tutto soddisfacenti. E di fatti con sorpresa che uno osserva un piccolo film come Blancanieves, produzione ispanica dove la fiaba viene rivista mescolando elementi tipici della cultura spagnola con riferimenti al cinema del passato. Piccolo particolare, il film è muto, ma non è The Artist.

La cosa che colpisce fin da subito è come la pellicola non presenti nel prologo una strega, una felice adolescente nel bosco e tutti gli elementi bucolici che ricordavamo della versione animata della Disney: tutt’altro, il film inizia trasportandoci nel mondo dei toreri, con un tragico incidente che darà il via a tutta la vicenda. Vedremo una bambina trattata come una piccola Cenerentola, crescere e infine diventare una sorta di contraltare alla Biancaneve che conosciamo. Ma le atmosfere non sono come ce le ricordavamo.

Il regista Pablo Berger alla sua seconda opera consegna infatti una parata di omaggi al cinema del passato che va’ dalle pellicole di Bunuel, per l’uso di certe sovrimpressioni surrealiste, all’omaggio sentito al Fellini de La strada. Pur con una storia che tutti conoscono (ma rivisitata a 360°), si tratta di un film meno ‘piacione’ della pellicola di Hazanavicius che si aggiudicò svariati Oscar due anni fa: lo stile per altro c’è, ma non sovrasta la storia come nel caso del film con Dujardin.

Ci sono anche alcuni azzardi estetici, come l’utilizzo di accelerazioni al montaggio più tipiche del videoclip che del cinema muto, ma anche in questo caso si tratta di scelte ponderate che non sconvolgono più di tanto lo spettatore, preso com’è dalla storia. Insomma non sarà un lavoro perfetto, ma già il fatto che non annoi per un attimo gli fa guadagnare parecchi punti e il messaggio finale “mai smettere di sognare, senza dimenticare i pericoli che ci circondano” ben si adatta a una pellicola che aggiorna un genere, destinandolo più agli adulti che ai più piccoli. La scelta di eliminare poi il principe azzurro e gli elementi fantasy calza a pennello alla pellicola che aggiorna la novella dei Grimm trasportandola in un contesto che, a sorpresa, qualcosa di favolistico presenta: il passato della Spagna, prima dell’arrivo di Franco.

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