Cannes 66: diario del decimo giorno

LA STORIA ARRIVA A CANNES GRAZIE A THE IMMIGRANT DI JAMES GRAY E MICHAEL KOHLHAAS DI ARNAUD DES PALLIÈRES

La storia attraversa il red carpet ed entra in gara al 66mo Festival di Cannes grazie a The Immigrant, di James Gray e Michael Kohlhaas di Arnaud des Pallières.

L’ultima fatica di James Gray, tornato alla kermesse a cinque anni da Two Lovers ci porta al 1920, per seguire la storia di Ewa Cybulski e sua sorella Magda, che dalla Polonia emigrano negli Stati Uniti, ma una volta giunte ad Ellis Island, sono costrette a separarsi perché Magda è malata e viene messa in quarantena. A Manhattan Ewa incontra un criminale, Bruno, un uomo molto affascinante, e poi suo cugino Orlando, un artista di strada che potrebbe essere la sua unica possibilità di una vita migliore.

Ancora una volta Grey torna a emozionare pubblico e stampa con un film che pone al centro del racconto la fine del sogno americano visto dagli occhi degli immigrati.

Per quanto riguarda des Pallières la macchina del tempo della croisette, che per questa decima giornata di Festival si è messa in moto, ci porta nel XVI secolo, sullo scenario delle Cevenne.

Michael KohlHaas è la storia di un mercante, il cui nome da il titolo al lungometraggio (Mads Mikkelsen), che l’anno scorso è stato premiato proprio alla kermesse francese per la sua interpretazione ne Il sospetto, il quale dopo aver subito un’ingiustizia, decide di far valere i suoi diritti in maniera bellicosa.

Proseguono anche le proiezioni nelle altre sezioni: Un certain regard prosegue con l’iraniano Manuscripts Don’t Burn, di Mohammad Rasoulof – che già due anni fa premiato per la regia di Bé Omid é Didar, nella stessa categoria del Festival- mentre la Quinzaine chiude questa edizione con il filippino On the Job e con il drammatico Henri di Yolande Moreau, che vede ci regala ancora un frammento della nostra Italia in trasferta francese con Pippo Delbono nei panni di un ristoratore che ha perso da poco sua moglie.

Domani sarà l’ultima giornata in cui verranno presentati i film in concorso e, per chiudere in bellezza sarà la volta di Roman Polanski con il suo La vènus à la forrure e di Jim Jarmush con Only lovers left alive.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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