Cannes 66: diario del nono giorno

L’AMORE TRA DUE GIOVANI DONNE E UN VIAGGIO PER L’AMERICA DI UN PADRE E UN FIGLIO LE STORIE IN CONCORSO PER QUESTA GIORNATA DI FESTIVAL

Se pensavate che sarebbe stato il film di formazione sulla giovane prostituta di Francois Ozon a scandalizzare il Festival avete sbagliato: lo splendido lungometraggio di Abdellatif Kechiche, Blue is the warmest colour, sulla storia d’amore omosessuale tra due adolescenti con grazia, una quantità notevole di scene di sesso molto forti e una protagonista che, ad oggi, merita davvero la Palma d’oro come miglior attrice, è molto di più.

Oltre al lungometraggio di Kechiche in questa nona giornata del Festival francese tra applausi e risate del pubblico in sala è stato anche presentato Nebraska la nuova opera di Alexander Payne su un viaggio on the road di un padre e un figlio dove il rapporto tra i due protagonisti, l’elegante bianco e i paesaggi di un’America in via d’estinzione consolidano il regista, anche se l’opera non è un lavoro sorprendente nell’ambito della cinematografia del cineasta, come un ottimo autore contemporaneo.

Per quanto riguarda le altre sezioni vale la pena sottolineare i film presentati in quella che è la sezione più interessante del Festival, Un certain regard, che oggi ha proposto il filippino Norte, The End of History di Lav Diaz e il tedesco Nothing Bad Can Happen, incentrato sul rapporto tra una ragazza che appartiene ad un movimento cristiano e un uomo che metterà a dura, e in maniera crudele, la sua fede.

Il Festival ramai è agli sgoccioli e, anche se con azzardo, sembra che in pole position per la Palma d’oro, a detta della critica, vi sia l’opera dei fratelli Coen. Ma queste sono solo voci e, come la storia dimostra, critica e giuria non sempre non in accordo. Anzi…

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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