“to be or not to be – vogliamo vivere”: recensione di un classico

OVVERO PERCHÉ È UN DOVERE MORALE RISCOPRIRE IL CAPOLAVORO DI LUBITSCH SUL GRANDE SCHERMO

Talvolta nel panorama piuttosto misero dei cinema italiani vengono portati dei classici sul grande schermo in versione restaurata, per dare alle giovani generazioni le possibilità di scoprire (o rivedere) i capolavori del passato nel buio della sala: è successo con Ritorno al futuro, Colazione da Tiffany, C’era una volta in America e ora l’occasione si ripete con un classico che molti ignorano e dovranno assolutamente scoprire sul grande schermo. Dal 30 maggio, grazie alla Teodora Films, uscirà quello che molti ritengono il capolavoro di Ernst Lubitsch ovvero To be or not to be conosciuto da noi come Vogliamo vivere.

Il film è una satira sul potere tra le più feroci e divertenti che il cinema ci abbia mai offerto, pari, se non addirittura superiore al capolavoro di Chaplin Il grande dittatore: trattasi di un gruppo di attori che con le proprie armi (l’arguzia e l’inganno) riescono a tenere testa ai nazisti in piena guerra. Girato nel ’42 il film, interpretato da una dea della commedia anni ’30-‘40 come Carole Lombard, è noto per quegli equivoci e quei scambi di ruoli che avrebbero poi influenzato il cinema di un altro grande cineasta, Billy Wilder, suo allievo, nonché suo imitatore.

Il regista di Viale del tramonto, insieme a Truffaut, Renoir, Welles, Bogdanovich e molti altri, era un grande ammiratore del regista tedesco poi emigrato negli Stati Uniti e cercava di replicarne il suo tocco inconfondibile definito Lubitsch touch: molti si trovano in difficoltà perfino a cercare di definire questo stile, a prima vista un insieme di raffinatezza, audacia e desiderio, elementi che, mescolati assieme, hanno dato vita a capolavori come Mancia competente, Partita a quattro, L’ottava moglie di Barbablù, Ninotchka…  

Insomma se non l’avete capito, To be or not to be (il riferimento a Shakespeare non è casuale) è un capolavoro della Storia del cinema che anche oggi nel 2013 fa ridere, commuove e conquista come ieri. Un caposaldo della commedia che molti registi, soprattutto in Italia, dovrebbero tenere come punto di riferimento  visto il livello attuale delle nostre commedie… 

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