Voices: recensione film

ARRIVA SUI GRANDI SCHERMI L’ANTI GLEE PER ECCELLENZA

GENERE: commedia musicale

DATA DI SUCITA: 6 giugno

Il regista televisivo Jason Moore, esordisce al cinema con una commedia musicale fuori dagli schemi che strizza l’occhio al successo seriale di Ryan Murphy.  Voices è il titolo scelto per presentare al pubblico italiano questa frizzante teen-comedy musicale di grande impatto visivo e soprattutto di un enorme successo in America, tanto è vero che si sta pensando ad un sequel. La vicenda racconta la vita di Beca, un’aspirante DJ, durante il suo primo anno di college. Per una serie di fortuiti eventi, la giovane finisce per entrare a far parte di un gruppo di canto corale universitario, che ha fatto dei vocalizzi e delle canzoni, il loro punto di forza. Per Beca ed il suo interesse amoroso sarà l’inizio di un’avventura indimenticabile.

Voices non è un semplice film per ragazzi, è un lungometraggio che celebra la musica pop moderna in tutta la sua interezza, ma soprattutto volge uno sguardo a una generazione che è ancora capace di sognare, e soprattutto che crede nell’amore e nell’amicizia. Divertente, anti-convenzionale e con battute graffiati, il film di Jason Moore, arriva dritto cuore dello spettatore tanto da emozionarlo e farlo ridere di gusto, grazie ad una vicenda fresca, nuova, ad un ritmo sfrenato e ad un folto gruppo di attori decisamente talentuosi. Voices quindi non è un moderno Step Up, che già al suo secondo capitolo la “saga ballerina” aveva esaurito le sue idee, questo film invece è una ventata di aria fresca nel panorama della cinematografia giovanile, perché grazie alla sua miscela di canti e balli, affronta con disinvoltura il difficile momento che i giovani stanno vivendo. E il regista lo racconta in maniera smaliziata, con battute sarcastiche ed un linguaggio piuttosto colorito.

Seppur impreziosito da qualche clichè, a prima vita il paragone con la serie tv Glee viene del tutto spontaneo. Ci troviamo però di fronte a due prodotto ben diverso; se da una parte Glee punta nello stupire con coreografie da urlo tralasciando la caratterizzazione del personaggio, Voices invece riesce a fare entrambe le cose in maniera abbastanza convincente. La pellicola ha infatti due anime;  le coreografie e gli splendidi mash up musicali si fondono alla perfezione con le vicissitudini dei personaggi, facendo diventare il film un buon connubio tra musica e drama. Non solo è stato bravo lo stesso regista a far convivere questi due universi senza mai farli cozzare tra di loro, ma il merito va specialmente agli attori. Convincente Anna Kendrick nel ruolo di Beca, ma stravince l’irriverente Brittany Show qui con un capello rosso sbarazzino; ma le vere regine di Voices sono Rebel Wilson già vista ne Le Amiche della sposa, ed Ann Camp qui nel ruolo della Leader delle Bella’s Barden. Un po’ deludente il cast maschile che oltre a non avere un attore belloccio, il suo personaggio è fin troppo stereotipato per emergere in questo cast tutto al femminile.  

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Giovane ragazzo casertano, vive a pane, libri, cinema e serie tv fin dall'adolescenza. Testardo, timido ed estroverso, sogna di lavorare presso un ufficio stampa e di trasferirsi a Londra solo per poter far colazione tutte le mattine in quel pittoresco Starbuck del quartiere di Bayswater.