Young europe: la potenza di un lungometraggio low budget

LA SICUREZZA STRADALE E L’ERRATO RAPPORTO CONTEMPORANEO TRA GIOVANI E ADULTI VISTI DAGLI OCCHI, E DALLA TELECAMERA, DI MATTEO VICINO

Si può dare vita a un film, un grande film, con soli 250 mila euro di budget? La risposta, scontata, viene del tutto messa in discussione da Matteo Vicino.

È costato infatti solo 250 mila euro, messi a disposizione dalla Polizia di Stato, il lungometraggio Young Europe, film che è parte del progetto Icaro, una campagna di sicurezza stradale che ha coinvolto 14 paesi dell’Unione Europea.

Inizialmente doveva essere un lungometraggio ma Vicino è riuscito a fare il miracolo “Tutti mi dicevano che 250mila euro erano pochi per fare un film. Io ho insistito ed è venuto fuori Young Europe ” spiega il cineasta.

Il lungometraggio, tratto dal libro omonimo del regista, è un progetto che ha avuto quattro anni di gestazione ed anche è la perfetta sintesi tra un’ottima opera cinematografica e l’intenzione, portata a termine, di veicolare un messaggio forte e privo di inutili snobismi e retoriche sulla sicurezza stradale.

Vittorio Rizzi, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, sorride all’idea di essere chiamato produttore e spiega: “Il progetto nasce da lontano ed è molto ampio. Ha un’anima didattica e una formativa. Il film doveva essere un attivatore emotivo per far veicolare meglio il messaggio, e così ci siamo rivolti ad un artista. Il film Young Europe ha uno scopo didattico.”

E lo scopo è stato raggiunto come ammette Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA (Associazione Nazionale Fra Le Imprese Assicuratrici) “Il fatto importante è che il film ha raggiunto lo scopo di veicolare il messaggio, raggiungendo sia gli attori che gli spettatori. Il cinema di natura sociale può essere una strada da percorrere.

Il film usa quattro storie diverse (Julian, giovane irlandese irretito da una lettrice di spagnolo; e quelle di Federico e Annalisa, due adolescenti italiani vittime di un adulto privo di morale) come incipit per raccontare non solo quello che accade di tragico sulle strade ma anche per riflettere sul rapporto, sbagliato, che molto spesso intercorre tra giovani e adulti in cui questi ultimi sono incapaci di essere un esempio: “in ogni storia c’è un responsabile, ma allo stesso tempo ci sono porbabilità, come quando si lanica una moneta. C’è chi dice che in strada non c’è il caso, e probabilmente se si rispettassero tutte le regole a dovere, sarebbe tutto diverso e non morirebbero, solo in Italia, 11 persone al giorno!” spiega Vicino.

Il film, , girato tra Francia, Italia, Irlanda e Slovenia, ha come vincoli degli accordi che ne impediscono la proiezione a pagamento, così il cineasta ha deciso di renderlo gratuitamente visibile (nella versione italiana e inglese) su youtube.

Colpisce, al di sopra di tutto, la grande qualità, cura e potenza del lungometraggio nato dall’embrione di un budget davvero esiguo e fanno riflettere le parole di Matteo Vicino quando ammette che ”da un punto di vista produttivo la Polizia di Stato mi ha dato carta bianca e massima libertà artistica.”

Che sia, alla fine dei conti, la libertà e non il vil denaro a fare la differenza quando si tratta di cinema?

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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