In another country: recensione film

in another country locandinaPOETICO OMAGGIO AL CINEMA FRANCESE DAL REGISTA COREANO

GENERE: commedia

DATA DI USCITA: 22 Agosto 2013

VOTO: 3 su 5

Hong Sang-Soo continua la sua indagine sulla natura umana, usando come cavie i personaggi che in ogni suo film vengono immersi in situazioni nelle quali sono messi alla prova. Ancora una volta guarda al cinema europeo, omaggiando la Francia e la nouvelle vague, in questo film attraverso l’interpretazione della splendida Isabelle Huppert, che si trova nei panni di ben tre donne diverse sebbene uguali.

La storia di In Another Country infatti, vede una giovane ragazza coreana che per noia mette su carta tre diversi racconti che hanno come protagonista Anne, una donna francese in vacanza in un paesino di mare sulla costa coreana di Mohang. Una volta è una regista bisognosa di relax, un’altra è la moglie di un ricco imprenditore che però aspetta ansiosamente l’amante, in ultimo una donna che da poco ha scoperto il tradimento del marito e che cerca nuovamente un equilibrio per vivere.

Sebbene Anne sia la stessa persona, il regista analizza, per mezzo della fantasia dell’autrice delle storie, i comportamenti umani a seconda della realtà in cui l’individuo vive, e i cambiamenti di personalità che possono derivare dalle vicende passate da ognuno di noi. Dividendo il film in tre episodi, Sang-Soo riesce a cogliere l’essenza di ognuna delle tre donne nel profondo, scrutando le loro anime, i loro pensieri, i gesti inconsueti che parlano per loro.

Sebbene nella sceneggiatura, già semplice di per sé seppur particolare, siano presenti battute riprodotte nei vari episodi, questo elemento va a caratterizzare il film facendo si che si crei un legame tra le tre personalità diverse che infondo è unico. È il filo conduttore della storia, quello che ti permette di riflettere su come le nostre vite potrebbero cambiare in base a ciò che il destino  ci fa incontrare nel cammino, o noi stessi reputiamo di scegliere per noi. Quale mezzo migliore se non il cinema per raccontare un copione così intrecciato?

Davvero interessante anche la continua ricerca dei meccanismi di interazione multiculturale che il regista crea per ogni sua nuova opera. L’incapacità di comunicare è infatti un altro degli spunti di In Another Country, spiegato anche tramite le differenze culturali che vengono esplicitate in questo caso tra Francia e Corea del Sud. Perché spesso anche quando non si hanno i mezzi per potersi esprimere, basta avere la voglia e la caparbietà del voler apprendere per far aprire e motivare ad ascoltare chi si ha davanti.

Riguardo la resa finale del film il merito va anche – se non soprattutto – alla meravigliosa Isabelle Huppert, davvero brava nel mettere in scena fragilità e timidezza, freddezza e distacco, disinvoltura e fascino, ironia e vivacità a seconda di quale Anne si stia raccontando la vita. Quella di Sang-Soo è una deliziosa e gradevole commedia, cui fa da sfondo l’immensità, la grandezza e la libertà del mare.. quella libertà che tutti cerchiamo e speriamo di trovare nel corso dell’esistenza.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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