Pacific Rim: recensione film

GUILLERMO DEL TORO FA CENTRO CON UNA STORIA FANTASCIENTIFICA LUCIDA E APPASSIONANTE

GENERE: fantascienza

USCITA IN SALA: 11 luglio 2013

DURATA FILM: 113 minuti

voto: 4 su 5pacific-rim-teaser-poster-usa

C’era una volta un robot partorito dalla mente dei giapponesi che aveva un unico scopo. Salvare il pianeta Terra dagli attacchi degli alieni. Era enorme, ma da solo non bastava, aveva bisogno di un pilota che si connettesse a lui a livello neurale e ne guidasse la possente armatura. Nel caso di Pacific Rim, i piloti necessari sono due e la minaccia globale di gigantesche proporzioni.

Si chiamano Kaiju, esseri senzienti dall’aspetto “mostruoso”, creature evolute simil dinosauri, che partendo da un portale sito nelle profondità dell’oceano, sono determinati a colonizzare il pianeta e distruggere ogni cosa per fare spazio al loro habitat, “mangiandosi” un mondo dopo l’altro. Fortunatamente per noi ci sono gli Jaeger, robot giganti neuro-comandati che proveranno a difendere l’umanità dall’invasione.

Godzilla più Mazinga, Battleship e Transformers, questo giocattolo fracassone è una vera perla nel cinema computerizzato contemporaneo. Diverte, non lascia nulla al caso, affascina e ci riporta il meglio del meglio di un concentrato di pellicole mediocri nate e perite sul filone fanta-catastrofico. Tutto questo grazie ad un impianto produttivo, sceneggiativo e di regia ad opera di un sontuoso Guillermo Del Toro, finalmente libero di osare.

Planare sulle onde dell’oceano Pacifico per sfogare la sua inusitata energia visionaria e dare vita ad uno scontro epico tra titani, in cui si pone lui stesso, figurativamente parlando, alla testa dei robot guidati dagli umani per cercare di salvare il salvabile. Naturalmente serviranno sacrificio, sofferenza, alleanze, onore e sentimento, non temi banali, né spreco di risorse. Tutto calibrato per intrattenere ludicamente lo spettatore e fargli digerire con sommo godimento le mazzate digitali tra i giganti del mare.

Certo qualche scivolata è perdonata (la guerra produrrebbe degli tsunami devastanti), qualche sviolinata ammessa, ma ogni cosa è necessaria per far combaciare fotografia, azione e storia in un unico maestoso bollitore da guerra. Ingrandisciti o estinguiti, altro che madre natura con una cotta per Darwin, qui siamo allo stadio più elementare dell’evoluzione, se vuoi sopravvivere, rimboccati le maniche e adeguati.

Il messaggio è chiaro e l’infuso riuscito.

La fantascienza da bere è servita alla giusta temperatura, noi ci godiamo l’incredibile spettacolo.

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