Springsteen and I: focus sul docu-film

IL DOCUMENTARIO DI BAILLIE WALSH CERCA DI SPIEGARE L’HYPE ATTORNO A UNO DEI FENOMENI ROCK DEGLI ULTIMI DECENNI

springsteen-and-i C’è chi dice che vedere dal vivo Bruce Springsteen con l’immancabile E-Street Band equivalga a cambiare la tua normale percezione di un concerto: chi l’ha visto, sa di cosa stiamo parlando. In particolare i fan di Springsteen vivono i concerti come qualcosa di misticheggiante, tanto che Ridley Scott ha deciso di produrre un documentario interamente dedicato a loro, sfruttando la tecnica utilizzata per Life on a Day di Kevin MacDonald, ovvero facendosi inviare video amatoriali in cui gli ammiratori del cantante spiegano il loro rapporto con il ‘Boss’.

Ognuno spiega i propri sentimenti per quella musica e talvolta i più avventurosi spiegano ciò che hanno vissuto quando sono riusciti a salire sul palco vicino al loro idolo numero uno. All’inizio uno spettatore comune puo’ scuotere la testa, pensando che un documentario sulle passioni personali di sconosciuti puo’ essere solo un modo alquanto scocciante per passare la prossima ora e mezza: ma a un certo punto sentiamo sulla nostra pelle l’emozione di chi ha sofferto per varie ragioni nella propria esistenza e trova una ragione di vita nella musica, in particolare in quella di Springsteen. E a quel punto non puo’ che passare un piccolo brivido lungo la schiena.

Talvolta ci sono delle ripetizioni nel montaggio che deludono chi si aspettava un documentario dal gusto internazionale: la maggior parte degli intervistati infatti è anglofona e nell’arco del racconto qualche episodio non riesce a convincere, per via di certe storie personali che non riescono a connettersi con il grande pubblico. Tra gli episodi più interessanti, vi è anche la vicenda di un polacco che vedeva Born in the USA come un inno alla libertà –anche se la canzone parla della guerra in Vietnam-, spiegando il contesto della Polonia occupata durante la guerra fredda, e forse era il caso che regista e produttore si impegnassero di più per inserire storie come questa nel documentario, lasciando magari da parte episodi ‘a stelle e strisce’ che paiono piuttosto superficiali.

In ogni caso si tratta di un documentario sulla passione per la musica, che in parte si puo’ consigliare anche a coloro che non hanno mai voluto approfondire la musica del ‘boss’. In questo modo forse questi potranno finalmente capire cosa si perdono…

 

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