Apache: recensione film

UN’OPERA PRIMA DRAMMATICA DAL FORTE IMPATTO

apache locandinaGENERE: drammatico

DATA DI USCITA: 14 Agosto 2013

VOTO: 3,5 su 5

Ogni luogo abitato ha due facce. Quella che si vuole raccontare ai turisti, dove il vivere è armonioso ed equilibrato e i problemi non ci sono. Poi c’è anche l’altra parte, quella che nessuno vuole raccontare ma che è la vera realtà del vivere, nella quale la criminalità esiste, e convive insieme alla povertà e all’invidia. Thierry de Peretti, alla sua prima prova da regista, decide di narrare la sua madre patria, quella Corsica che i piu conoscono solo per la bella vita e la grande ricchezza degli abitanti. Ma come detto, ogni maschera nasconde un vero volto.

Protagonisti di Apache, sono dei ragazzi del posto, che una sera decidono di organizzare una festa in una grande villa dove il padre di uno di loro lavora come custode. Facile entrare quindi, cosi come facile si rivela la tentazione di rubare in un posto che ai giovani sembra il paese dei balocchi. Ma al di là delle piccole cavolate tra ragazzi, il furto riguarda anche un paio di fucili che facevano parte di una collezione privata del proprietario. Una volta rientrato nella villa, quest’ultimo impiega poco tempo per accorgersi degli oggetti mancanti, e dato che la refurtiva che il figlio del padrone ridà indietro non contiene anche i fucili, decide di mettere all’opera il boss locale.

Una bravata tra ragazzi insomma, che poco ha a che vedere con i classici film del filone. Questo è un racconto criminale, un racconto di ragazzi di vita locali stanchi di vedere benessere sulle spiagge e allo specchio la loro misera vita. E’ una storia dura, dove la resa dei conti viene fatta intra nos. Una storia molto ben raccontata e diretta, anche se alcune cose nella sceneggiatura non tornano. Le incongruenze pero vengono limate dalla buona performance degli attori, tutti alle prime armi e provenienti dalla Corsica stessa. Una promettente figura anche de Peretti, un regista di cui sentiremo sicuramente ancora parlare. Interessante sarà sapere se continuerà a girare film sulla sua terra natia o meno.

Perchè c’è anche da sottolineare come un’importante protagonista del film sia proprio lei, la Corsica, omaggiata nelle spiagge meravigliose che tutto il mondo conosce, ma anche nell’entro terra sconosciuto; nelle strade della città, e nelle ville dei ricchi francesi. Un’omaggio straordinario alla terra amata, anche se piena di crepe pericolose. Ma quale città, nazione, terra, non ne ha?!

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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