L’Arbitro: focus sul film di Paolo Zucca

A VENEZIA 70 UNA COMMEDIA SURREALE SUL CALCIO AMBIENTATA IN SARDEGNA

Un interessante lungometraggio girato in bianco e nero, risalta l’appeal recitativo di Stefano Accorsi. Questo è L’arbitro, il primo film che ha inaugurato la Settantesima mostra del cinema di Venezia. Il regista del cortometraggio Cuore di Clown, Paolo Zucca, esordisce su grande schermo con un lungometraggio basato sullo sviluppo di un suo cortometraggio, vincitore nel 2009 del David di Donatello e del Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand, il più importante festival del cortometraggio in Europa; grazie alla Lucky Red il film arriverà in tutte le sale dal 12 Settembre.

Un allenatore cieco, un arbitro internazione, una bisbetica irrefrenabile, un pastore vendicativo ed un improbabile goleador, sono gli improbabili personaggi che animano la vicenda del film di Paolo Zucca, che ha affascinato le giornate degli autori a Venezia. Un film che essenzialmente è una commedia surreale con uno Stefano Accorsi, in un ruolo del tutto inedito, avulso dai suoi classici silemi. Nel film si seguono le vicende dell’Atletico Patabile, la squadra più scarsa della terza categoria sarda, che viene ogni anno umiliata da una temile squadra avversaria.

Il destino però ha in serbo grandi novità, quando in paese arriva l’emigrato Matzutzi, che rivoluzionerà gli equilibri già precari. L’arbitro non è quindi un film esclusivamente a tematica calcistica, ma si intrecciano anche le vicende professionali del protagonista, ovvero quelle del buon buon Accorsi, che risulta essere un personaggio ambizioso, bello da mozzare il fiato e con un carisma invadibile. Non manca infatti la  tematica romance, che in punta di piedi, si insinua all’interno della vicenda, senza cozzare con il senso stesso del film.

La commedia di Paolo Zucca, farà sicuramente parlare di sé; non solo per il particolare stile registico che è stato usato, ma soprattutto perché risulta essere un film carico di tensione. Bravi gli attori ed un applauso al regista per quest’idea così fuori dagli schemi. L’Arbitro è il film che mancava alla kermesse veneziana.

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Giovane ragazzo casertano, vive a pane, libri, cinema e serie tv fin dall'adolescenza. Testardo, timido ed estroverso, sogna di lavorare presso un ufficio stampa e di trasferirsi a Londra solo per poter far colazione tutte le mattine in quel pittoresco Starbuck del quartiere di Bayswater.