Locarno 66 – Jasmine Trinca: intervista all’attrice di Une autre vie

DOPO MIELE L’ATTRICE INTERPRETA UNA NUOVA, FORTE, FIGURA FEMMINILE STAVOLTA AL CENTRO DI UN TRIANGOLO AMOROSO

Ancora un ruolo in una pellicola d’oltralpe per la bella Jasmine Trinca che dopo il successo di La stanza del figlio, lungometraggio di Nanni Moretti che ha lanciato la sua ora prolifica carriera al di fuori dell’Italia, si divide tra il nostro cinema e quello francese.

Abbiamo incontrato l’attrice a Locarno dove è la protagonista femminile di uno dei film i concorso, Une autre vie, dove interpreta il ruolo di una pianista annoiata che trova uno svago alla monotonia delle sue giornate quando conosce l’ellettricista che sta facendo dei lavori all’interno della sua casa.

Il regista del lungometraggio è Emmenuel Mouret che fortemente voluto la Trinca in questo suo ultimo lavoro dopo averla vista nel film israeliano di Gaspard Ulliel, La Loi du plus fort, del 2008.

Une autre vie è un film che unisce il genere noir a quello del melò. Qual è il tuo rapporto col melodramma?

Una delle mie parti nascoste appartiene al melodramma. Questa è stata una dimensione molto diversa dal solito. Emmanuel lascia libertà, come dei tableaux vivants dove noi siamo dentro. Al tempo stesso però è anche molto presente, con un’idea molto chiara della scrittura e dei personaggi. Questo film è stato molto impegnativo per la lingua, per il fatto di suonare il pianoforte. Ed è stato speciale incontrare due attori così dversi. Conoscevo molto bene Virginie come spettatrice, molto meno Joey Starr che l’avevo visto solo in Polisse.

Ha preso quindi lezioni di pianoforte per interpretare il suo personaggio?

Un po’ sì. Comunque nelle scene in cui suonavo il piano la mia insegnante si metteva sotto lo strumento e io facevo soltanto il movimento e poi le mettevo sopra le sue.

Dopo i film con Giorgio Diritti e Valeria Golino, quale insidie ha nascosto quest’altro ritratto al femminile?

Ultimamente quando faccio il film comincio a spostare delle cose del personaggio su di me. Ad esempio, qui durante la lavorazione  svenivo in continuazione.  Quest’anno poi è stato molto intenso per me. Sia nel film di Valeria Golino (Miele) e Giorgio Diritti (Un giorno devi andare), ho affrrontato personaggi femminili che hanno qualcosa da raccontare. Ora sto girando a Barcellona un film di un regista francese dove sedurrò Bardem e Penn.  

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