Locarno 66 – Educacao Sentimental: recensione film (concorso internazionale)

UNA STORIA D’AMORE PLATONICO TRA UNA DONNA ED UN RAGAZZO

Aurea e Aureo. Il destino li ha fatti incontrare, sembra un destino segnato e libero di crescere. L’unico ostacolo però, quello con la L maiuscola, è che lei è un’adulta insegnante, lui un fin troppo giovane ragazzo. Una storia, la loro, ambientata in un Portogallo che sembra essersi fermato ad anni fa, una location rurale immersa tra boschi e piccole strade di montagna. Un luogo perfetto dove vivere una storia d’amore idilliaca, se non fosse per la gente che parla.

Dal loro incontro i due non sono capaci di stare lontani, trascorrono intere giornate insieme a parlare di filosofia applicata alla vita, precetti educativi che la donna da per fare crescere il ragazzo come lei non è stata cresciuta. E’ rimasta sola  troppo tempo, lasciata da un padre suicidatosi e da una madre morta qualche anno dopo. Un’esistenza di solitudine colmata dalla cultura, dall’insegnamento, dalla dedizione agli altri.

Educacao Sentimental, del brasiliano Julio Bressane vuole andare alla scoperta della purezza dei sentimenti, quelli non convenzionali nè accettati dalla società. La sua opera però risulta un po spoglia, la sceneggiatura debole non supporta la struttura di un lungometraggio che è retto da pochi didascalici dialoghi, e da sequenze in cui la donna balla.

Non riesce ad appassionare lo spettatore con la vicenda da lui raccontata, sebbene il tema potesse essere accattivante. La regia però si destreggia bene, usando e giocando con la macchina da presa e le inquadrature, che sono anche l’elemento più interessante del suo lavoro.

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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