Venezia 70 – Nicolas Cage: incontro con il divo americano

DAVID GORDON GREEN CI OFFRE LA VISIONE DI UN’AMERICA ALLA DERIVA

joe cast venezia 70 nicolas cageLa crisi sociale ed economica sta attanagliando tutto il mondo. Pochi i paesi che si salvano, e tra questi non c’è sicuramente l’America, stato-motore da cui tutto è partito. Da questo spunto nasce Joe, il nuovo film di David Gordon Green, che torna al cinema indipendente dopo qualche anno di cinema commerciale. E non possiamo che esserne felici, visto il risultato e il successo ottenuto in sala alla proiezione stampa della Mostra. Protagonista indiscusso, un Nicolas Cage più in forma che mai, sempre facilmente versatile dal passare dal protagonista di un fumetto ad un duro ad un uomo qualsiasi. In gran forma, lo abbiamo incontrato a Venezia, dove insieme al regista ci ha raccontato del film in concorso.

Si può dire che il fulcro del film è la crisi sociale-economica?

Nicolas Cage: Sinceramente se lei ha visto questo è giusto che rimanga nelle sue convinzioni. Per me è stata solo l’occasione di mettermi alla prova e di lavorare con un grandissimo cast e un ottimo regista che ammiravo da tempo.

Cosa ti ha colpito del tuo personaggio?

Cage: Joe mi dava la possibilità di lavorare con delle persone fantastiche. La mia scelta dei copioni è molto selettiva, ci metto anche un anno per scegliere un progetto. Quando mi è arrivato lo script l’ho amato immediatamente. Inoltre sono un fan di David sin dai tempi di Snow Angels.

Lei invece cosa pensa di Joe-personaggio?

David Gordon Green: Joe è un personaggio che amo. Mi sento vicino a lui come lo è, nel film, lo sceriffo. Io trovo che i personaggi come lui, degni di ammirazione ma segnati da fratture fatali, siano grandiosi. Joe è coerente, ha un suo codice morale che non infrange mai, anche quando le conseguenze sono terribili. Mentre stavamo creando il personaggio con Nic ci siamo detti che Joe è un western sulla redenzione, un film dove un uomo prova ad espiare i suoi peccati diventando una figura paterna. L’attore che interpretava il personaggio del padre è straordinario. Spiacevolmente abbiamo appreso che è deceduto subito dopo le riprese del film.

Vuole spendere due parole su di lui?

Gordon Green: Gary Poulter era una persona meravigliosa. L’ha scoperto per caso un direttore del casting e sin da subito ci ha aiutato portando sul set la sua umanità. Si vedeva che c’era in lui una forza che doveva esprimersi in qualche modo. Ha avuto una vita incredibile ma era pieno di speranza e di ottimismo. Era un volto da western, lo vedevo come il padrone del saloon. E’ stato un onore e un’avventura lavorare con lui.

Cage: Mentre lo guardavo sul set mi ricordava tantissimo Richard Farnsworth. Dopo Via da Las Vegas questo è un altro suo personaggio legato all’alcolismo.

Perché hai scelto proprio Nicolas Cage per interpretare Joe?

Gordon Green: Io ammiro tanto Nic, lo considero un artista con cui ho molto in comune. Entrambi accettiamo le sfide, ci mettiamo in gioco, cerchiamo sempre di oltrepassare i limiti. Quando ho saputo che aveva accettato il ruolo, se il mio corpo me lo avesse permesso, avrei fatto un salto mortale. E’ stato un onore

Cage: Io invece, quando ho saputo che mi cercava David, stavo per fare un quadruplo salto mortale! Io faccio cinema da 35 anni ma questa è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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