Big Eyes: Tim Burton svela la sua musa

IL REGISTA PARLA DEL SUO ULTIMO FILM BASATO SULLA STORIA DI MARGARET KEANE, LA PITTRICE CHE HA CAMBIATO LA SUA VITA

I suoi grandi occhi hanno da sempre ispirato il regista hollywoodiano nei suoi lungometraggi a cartoni; da Nightmare Before Christmas (dove raccontava un mondo governato da mostri che festeggiano Halloween 365 giorni l’anno), a La Sposa Cadavere (in cui i personaggi principali avevano i tratti caratteristici di Johnny Depp e Helena BoNham Carter), fino al recente Frankenweenie, (una sorta di Frankenstein moderno), Tim Burton aveva usato le stesse tecniche per il disegno dei suoi cartoni: faccia a triangolo e occhi grandi.

Tim Burton oggi finalmente svela chi si cela dietro la sua ispirazione: Margaret Keane, 86 anni, artista di strada dalla vita tormentata, già negli anni ’50 si era fatta notare per i suoi ritratti di bambini con occhi grandi e tristi. Una vita travagliata anche dal marito, Walter, che la sfruttava per i suoi propri affari, piazzando in ogni angolo d’America i ritratti di Margaret, su cui lui si limitava a mettere la propria firma. Il regista fu subito affascinato da questi piccoli visi ritratti nei quadri della pittrice, ma anche dalla sua storia, tanto da influenzare il suo cinema e da volerci dedicare un film.

Si vociferava già dagli anni ’90 l’idea di girare una pellicola cinematografica su Margaret Keane, ma solo nell’ultimo anno Tim Burton l’ha realizzato e la sua ultima fatica si chiama Big Eyes, che ha appena finito di girare a Montreal, in Canada, il quale ci dice: “Il film ripercorre la vicenda umana e artistica dei due Keane, dalle nozze al divorzio dovuto proprio ai dissapori sulla paternità della loro prole pittorica. Margaret aveva accusato il marito, un vero genio del marketing, di essersi appropriato delle sue creazioni, smerciandole come opere sue in infinite riproduzioni a costi stracciati e facendosi bello in mille talk show. Finirono in tribunale, dove il marito cercò di farla passare per pazza e il giudice cercò la verità invitandoli a un “duello a olio”. Lui rifiutò, giustificandosi con un male terribile alla spalla, lei eseguì un ritratto in cinquantatré minuti”.

La sentenza terminò con la condanna del marito a risarcire la Keane di quattro milioni di dollari, una cifra di cui la pittrice non vedrà neanche un centesimo. “Ma non ci avevo mai neppure troppo contato: mi bastava che a tutti fosse chiaro chi era l’autrice di quei dipinti”, ci tiene a precisare l’artista. 

Il film arriverà sul grande schermo il prossimo anno, e Margaret Keane avrà il volto di Amy Adams, mentre il premio Oscar Christoph Waltz indosserà i panni di Walter. Tuttavia, il film è già stato preceduto da infinite parodie televisive e cinematografiche, e i quadri della Keane hanno occupato pareti di case hollywoodiane, ma Tim Burton non se ne preoccupa: Il mio cinema e tutti i miei incubi sono già dentro quelle cornici. I dipinti dei Keane, di cui comunque sono pieni i musei e le collezioni di un mucchio di star hollywoodiane, da Joan Crawford a Natalie Wood, da Kim Novak a Jerry Lewis, sono all’origine dei miei primi fantasmi cinematografici. Hanno fatto persino capolino in Beetlejuice e in Nightmare Before Christmas”.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.