Venezia 70 –The unknown known: recensione film (concorso)

DONALD RUMSFELD È IL PROTAGONISTA ASSOLUTO DEL NUOVO DOCUMENTARIO DI ERROL MORRIS

Il più giovane e il più anziano uomo ad aver ricoperto l’incarico di Segretario della difesa alla Casa Bianca è Donald Henry Rumsfeld che per la prima volta venne nominato dal Presidente Gerald Ford per poi ritornare in carica anni dopo, nel 2001, grazie al Presidente George W. Bush.

Tra le figure più controverse della politica statunitense dello scorso decennio, Rumsfeld è stato uno dei principali strateghi del conflitto in Afghanistan e della guerra in Iraq e, di conseguenza, uno dei principali bersagli dell’attacco alla politica estera di Bush, derivante dall’attentato dell’11 settembre, e delle polemiche inerenti alle presunte torture utilizzate negli interrogatori ai terroristi.

Il documentarista Premio Oscar Errol Morris, che nel 2003 vinse l’ambita statuetta per il documentario The Fog of war, ha incentrato il suo nuovo lavoro proprio sull’ex Segretario della difesa la cui carriera politica è finita nel 2006 quando fu costretto a dimettersi per il crollo dei consensi dell’amministrazione Bush che poi portò alla forte sconfitta del Partito Repubblicano nelle elezioni mid-term nel novembre dello stesso anno.

Il titolo del documentario di Morris, The Unknown Known, si ispira proprio a quell’ “ignoto noto” che ha come oggetto proprio i fatti, filtrati dai media e oggetto di diverse tesi complottiste, che fanno capo a tutte le conseguenze portate dall’attentato alle Twin Towers.

Il cineasta, in un serrato faccia a faccia con Rumsfeld che parte dalla lettura di quelli che noi chiameremmo pizzini ma che in America vennero chiamati fiocchi di neve, ovvero i messaggi inviati dall’ex Segretario della difesa ai suoi collaboratori ma anche al Presidente, cerca di indagare su quello che è realmente accaduto con lo scopo di rendere noto l’ignoto senza però riuscirci del tutto.

Errols Morris incalza con prepotente ironia durante tutto l’arco del suo lavoro cercando, senza sosta, di mettere in luce tutte le incongruenze legate a una politica che ha cambiato il corso della storia mondiale, appoggiandosi su filmati di repertorio e didascalie. Nonostante questo però il suo avversario, forte di convinzioni conservatrici rette nel confronto da un notevole sarcasmo e da un carisma che da solo spiega il suo successo politico, riesce a totalizzare l’attenzione e diventa il one man show di un lavoro senza ombra di dubbio interessante ma che non riesce ad arrivare affatto alla meta che si era prefissato: l’ignoto rimane tale.

 

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