The crazy ones: first look

QUANDO MRS. DOUBTFIRE INCONTRA BUFFY L’AMMAZZAVAMPIRI

Cosa succederebbe se Mrs. Doubtfire incontrasse Buffy l’ammazzavampiri? Semplice verrebbe fuori una sitcom come The crazy ones nuova creatura Cbs che vede come protagonisti Robin Williams e Sarah Michelle Gellar.

La Roberts and Roberts è un’agenzia pubblicitaria che vanta clienti di lusso del calibro di McDonald’s a fondare l’azienda è stato lo stravagante Simon Roberts, genio della pubblicità e nella vita. Ora accanto a lui lavora sua figlia Sidney come direttore creativo: più pacata ma non di certo meno brava del padre la ragazza da una parte tenta di gestire l’esuberanza del genitore e dall’altra prende spunto dalla sua originalità per crescere combinando, di volta in volta, non pochi guai.

Inutile dire che il cast di tutto rispetto della situation comedy è tenuto tutto in piedi dalla bravura di Robin Williams e dalla sua comicità intorno alla quale girano personaggi fin da subito ben delineati e con ruoli precisi sia nel lavoro che nell’assetto dello show. Oltre alla figlia Michelle Gellar, infatti, anche Zack Cropper (James Walk) il direttore il bel artistico dell’agenzia in competizione con Andrew Kennedy, il bravo tontolone (Hamish Linklater), e la vispa Lauren Slotsky (Amanda Setton) sono personaggi fondamentali per la riuscita comicità della serie.

Le prime due puntate di The crazy ones sono già andate in onda negli Stati Uniti e come ogni sitcom che si rispetti si tratta di piccole storie autoconclusive fino ad ora così gestite: un cliente, una pubblicità da inventare, l’errore di Sidney, il colpo di genio di Simon e a coronare tutto battibecchi tra personaggi di contorno e un rapporto tra padre/figlia che quando si ha Williams nei panni del genitore non può che essere sopra le righe e irresistibile.

Tra le varie situation comedy che hanno esordito in questi giorni per la stagione 2013/2014 (molte delle quali basate sul rapporto genitori/figli cresciuti come The Millers o Mom) questa è di sicuro, non solo per il cast ma anche per la scrittura, la più nuova, la meno banale e, a ora, l’unica che vale la pena seguire.

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Fiera, sommessa, repentina e breve. Anima d'annata ma anche editor e talent scout.
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