Visioni Fuori Raccordo Film Festival: comincia la 6° edizione

FINO AL 6 OTTOBRE AL NUOVO CINEMA AQUILA LA RASSEGNA DOCUMENTARISTICA DEDICATA ALLE REALTÀ DIMENTICATE

Alcune volte le cose bella vanno cercate al di fuori degli schemi, oltre i confini e al di là della bellezza oggettiva. Prendiamo Roma, chi lo dice che la città eterna non ha nulla da offrire oltre i suoi splendidi e rinomati monumenti? Il Visioni Fuori Raccordo Film Festival, giunto alla sua  6ª edizione, si prefigge di valorizzare e far conoscere, attraverso opere documentaristiche, tutte le realtà marginali e di periferia della Capitale, troppo spesso dimenticate e abbandonate ad un destino incerto. Il Festival, che è partito il 3 e che finirà domenica 6 ottobre, si svolge al Nuovo Cinema Aquila, uno dei simboli della rinascita culturale di Roma.

Al taglio del nastro è arrivato Daniele Vicari con il documentario Sotto L’Argine, realizzato dagli allievi della scuola ‘Gian Maria Volontè‘. Il progetto, inserito nell’ambito della rassegna A scuola di documentario. Periferie tra cinema e didattica racconta sette storie di quotidianità nel quartiere della Magliana. Sempre per questa sezione, con Costanza Quartiglio e Laura Delli Colli ospiti d’eccezione, viene presentato Con il Fiato Sospeso, già visto e applaudito all’ultimo Festival di Venezia. Il Visioni Fuori Raccordo Film Festival ha anche un concorso composto da tredici documentari selezionati per le loro qualità e le loro prospettive tese alla scoperta delle periferie. Troviamo quelli sull’emarginazione sociale come Pezzi di Luca Ferrari e Slot – le intermittenti luci di Franco di Dario Albertini, poi quelli sull’integrazione culturale come Nadea e Sveta di Maura Delpero e ancora la sezione dedicata alla memoria storica e culturale con Fatti Corsari di Stefano Petti e Alberto Testone.

La miglior opera verrà scelta dalla giuria composta dalla regista e produttrice Antonietta De Lillo, dal giornalista Lorenzo Hendel e da Cristina Piccino, firma de Il Manifesto. il Festival, diretto da Luca Ricciardi con il coordinamento artistico di Giacomo Ravesi, è sicuramente un appuntamento diverso nel panorama socio-culturale di Roma, un progetto fresco ed indipendente che cerca di aiutare per mezzo del cinema e del documentario tutte quelle esistenze ai limiti del degrado e che cercano disperatamente qualcuno che li ascolti davvero. 

 

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