Echoes: Storia di un cortometraggio

UN PROGETTO ARTISTICO A TUTTO TONDO PORTATO AVANTI DAL TORINESE ANDREA  LA MENDOLA E DAL POLITECNICO DI TORINO

Echoes New posterUn uomo afflitto da un disturbo di personalità si trova a dialogare con il suo alter-ego allo specchio per cercare di ricostruire l’omicidio della sua ex ragazza misteriosamente assassinata.  In questo duello tra le sue due personalità emergono ricordi, in forma di flashback, sepolti nel suo inconscio che lentamente vanno a svelare la vicenda in un crescendo emotivo e di tensione.

Questa la trama del cortometraggio Echoes di Andrea La Mendola, che è qualcosa di più di un’opera artistica, è un progetto che esplora e sfrutta le nuove tecnologie audiovisive per raccontare una storia. La sperimentazione si va ad intrecciare alla trama, determinandone lo sviluppo. Il progetto, denominate Echi, non è solo realizzazione ma ricerca approfondita ed insegnamento. Infatti, oltre al cortometraggio, Echi, ha contribuito alla realizzazione di una serie di documentari e materiali didattici utili per la formazioni di studenti universitari del politecnico di Torino. Cinque ore di interviste a tutti gli elementi principali dei diversi reparti, 45 ore di immagini di documentazione.

Durante la lavorazione del film sono state realizzate poi anche delle interessanti web clip, pubblicate quotidianamente sulla pagina Facebook del progetto che ha ottenuto un buon engagement.

Per quanto riguarda il cortometraggio, ci troviamo di fronte ad una grande sinergia tra tecnica e narrazione che ha dato i suoi frutti, ottenendo nomination in molti festival italiani e d’oltreoceano, e raggiungendo grandi vittorie: Echoes ha vinto il Best Italian Short Movie al MIFF (Milan International Film Festival), poi l’Awards come Best International Short Movie al Santa Monica Film Festival e, tre Awards come Best International Short Movie, Best Director e Best Actor al Los Angeles Movie Awards. “Fa piacere notare come alcune immagini di Echoes rimangano a lungo nella mente dello spettatore. Dal mio punto di vista vuol dire che siamo riusciti a lavorare su un piano emozionale profondo e suscitare delle emozioni vere nello spettatore. In fin dei conti questa è la sfida principale di ogni regista ed è ciò che mi rende molto fiero di questo lavoro”.

Prodotto dalle società torinesi Indyca e Liquid Gate Studio, è stato realizzato con il supporto del Politecnico di Torino, della Fondazione CRT e della Film Commission Torino Piemonte.

 

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