X Men – Giorni di un futuro passato: recensione film

X MEN – GIORNI DI UN FUTURO PASSATO E’ L’ULTIMO CAPITOLO EPICO DELLA SAGA MARVEL

x men giorni di un futuro passato locandina filmGENERE: cine-comic

DURATA: 130′

DATA DI USCITA: 22 Maggio 2014

VOTO: 3,5 su 5

L’umanità teme da sempre quello che non riesce a capire“. E’ con questo assioma che abbiamo conosciuto gli X-Men, supereroi mutanti che abbiamo visto crescere in una saga spettacolare che arriva ora al suo quinto episodio. Nati dalla creatività artistica di Stan Lee e Jack Kirby, la casa di produzione della Marvel ha creduto nel loro potenziale tanto da pensarne ad una versione cinematografica, il cui primo episodio X Men, è uscito nel 2000 per la regia di Brian Singer. Nel corso delle gesta eroiche narrate nei sette film (contando anche i due che hanno visto protagonista Wolverine), l’ultimo capitolo – per ora – X Men – Giorni di un futuro passato è il corpus di un libro di cui senza saperlo avevamo letto solo il prologo e l’epilogo. Eh già perchè X Men – Giorni di un futuro passato è stato concepito come sequel sia di X Men – Conflitto finale che di X Men – L’inizio.

Siamo infatti in un futuro caotico, dove l’esistenza della razza mutante viene messa a repentaglio dalle sentinelle, robot creati per estinguere la minaccia portata dagli X Men, che uccidono però indistintamente anche gli uomini. Percorrendo una via senza uscita che porta a riunire i pochi mutanti ancora vivi, si decide che l’unica cosa da fare è tornare indietro nel tempo e avvertire il Professor X di quel che riserba per loro il futuro affinchè si possa modificare il corso degli eventi e evitare determinate conseguenze storiche partendo dalla creazione delle sentinelle per il genio dell’antropologo Bolivar Trask. La coscienza di Wolverine viene così spedita 50 anni indietro per tentare di salvare il mondo che vede nella diversità la sua forma più alta di pace, unendo le forze di Magneto e Xavier.

Brian Singer dopo aver diretto i primi due episodi torna dietro la macchina da presa per prendere le redini di un episodio sfacciato che ha l’obiettivo di far sognare lo spettatore già solo nel mostrargli in un unico film gli attori del passato e del presente, per creare un film che si destreggia tra la gloria dei film passati e la meraviglia di una reunion alla The Avengers. Quello raccontato è ancora una volta un modo grigio, buio, dove la guerra regna sovrana e con essa il male. Il regista con una camera da presa invasiva non lascia spazio all’immaginazione della mente dello spettatore perché lo riempie di dettagli di copione e di sceneggiatura che tengono gli occhi completamente incollati allo schermo, tra scontri epici e dialoghi avvincenti.

L’esaltazione per la storia di per sè sconfina in modo goliardico quando ci si accorge che tutto il film è fatto per emozionare e trasportare, a partire anche dal gioco di colori che vengono usati nel descrivere scene passate e del presente. Il ritmo dell’action movie si allinea meravigliosamente con i viaggi temporali fantascientifici che ripercorrono la storia di questa saga attraverso le facce dei suoi protagonisti. Protagonisti per i quali, grazie alle mature e intense interpretazioni degli attori, varrebbe già solo di vedere il film. Difatti niente è lasciato al caso, come i grandi film richiedono.

 

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"Il cinema non è solo un'esperienza linguistica ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica".
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