Sopravvissuto – The Martian: recensione

RIDLEY SCOTT NON ESPLORA LA SPAZIO MA LA MENTE UMANA

the martian locandinaGENERE: fantascienza

DURATA: 141 minuti

USCITA IN SALA: 1 ottobre 2015

VOTO: 3,5 su 5

La vera salvezza significa rimanere vivi dopo esser rimasti vivi. Tornare a casa, farsi dare un passaggio sulla Terra che da Marte dista “solo” 225 milioni di chilometri. Fattibile no? Pensate ad immaginare l’impossibile, l’impensabile, l’incredibile e puntate tutto sulla forza di volontà che un uomo solo può trovare dentro di sè disperso nello spazio e avrete appena visto Sopravvissuto – The Martian, il nuovo film di Ridley Scott.

Matt Damon è Mark Watney, il marziano, un botanico prestato alla NASA che durante una missione andata storta su Marte viene dato per disperso e invece sopravvive. Incipit subito fulminante, il resto del film si puntella non tanto sull’aspetto spaziale della missione, quanto sulla mente umana. Resistere la parola chiave, recuperarlo il tassativo ordine in mondovisione. Scott stavolta accantona il manierismo kubrickiano per dedicarsi al lavoro sulla psicologia dei personaggi coinvolti, l’astronauta isolato, l’equipaggio sulla via del ritorno e ciascuno degli scienziati coinvolti, spesso impotenti davanti ad uno schermo digitale.

The Martian funziona, ha il tempo giusto, uno script frizzante in bilico tra sacro e profano che mette insieme, senza vergogna, una buona dose di immaginazione con la realtà della fisica. Certo, stupiscono certi risparmi sul budget in alcuni effetti speciali e si eccede nella tendenza alla melanconia, ma il nocciolo del film rimane comunque potente, emozionante, alternando in maniera esemplare volti e paesaggi “lunari”. Marte come pianeta di passaggio, senz’acqua e totalmente inospitale. Come potrebbe resistere una mente pur brillante quasi quattro anni?

Tra il buon senso e l’insensato prende forma una missione di salvataggio che va oltre i canoni della logica. Il senso di umanità proposto da Scott prevale sulla fattibilità oltre i confini dell’astrodinamica, punta al cuore dello spettatore sviscerando il senso universale di amore fraterno esteso ai confini dell’universo conosciuto. Laddove regole di marketing e business non esistono, ma vige la sola legge della giungla: vivi e resta vivo, tutto il resto in secondo piano. In che modo sopravvivere ce lo spiega un passo alla volta sul pianeta rosso il nostro marziano.

 

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