Nebbia in agosto: recensione

NEBBIA IN AGOSTO: UN’INTENSA PELLICOLA SULL’EUTANASIA NEGLI OSPEDALI PER VOLERE DI HITLER 

nebbiainagostoGENERE: drammatico

DURATA: 126′

USCITA IN SALA: 19 Gennaio 2017

VOTO: 4 su 5

Ambientato nella Germania del Sud degli inizi anni ’40, Nebbia in agosto è il nuovo film drammatico – basato su una storia realmente accaduta – diretto da Kai Wessel, che vede come protagonista il piccolo Ernst. Quest’ultimo è un ragazzino orfano di madre, molto intelligente ma disadattato. Le case e i riformatori nei quali ha vissuto l’hanno giudicato “ineducabile” ed è stato confinato in un’unità psichiatrica a causa della sua natura ribelle. Qui però si accorge che alcuni internati vengono uccisi sotto la supervisione del dottor Veithausen e così Ernst decide di opporre resistenza, aiutando gli altri pazienti e pianificando una fuga insieme a Nandl, il suo primo amore. Ma il piccolo è in realtà in grave pericolo, perché è la dirigenza stessa della clinica a decidere se i bambini debbano vivere o morire.

Con grande maestria il regista Kai Wessel ha donato al grande pubblico un piccolo gioiellino cinematografico, che tutti nella vita dovrebbero vedere almeno una volta. Mantenendo un andamento lento per tutta la durata della pellicola, Wessel è stato in grado di cogliere nel segno ciò che il pubblico si aspettava di vedere in un progetto che racconta uno spaccato di vita reale: il periodo in cui, per volere di Hitler e allo scopo di portare a compimento l’idea di una Germania basata sulla perfezione della razza ariana, negli ospedali e cliniche psichiatriche si applicava l’eutanasia per uccidere tutti i portatori di handicap e di malattie ereditarie o gravi. Il tema centrale del film, infatti, ruota tutto intorno alla morte dei bambini, che porta lo spettatore a chiedersi se sia giusto o meno decidere della vita degli altri, di chi deve morire e di chi vivere. Una volontà del regista, inoltre, sembra essere quella di far riflettere il pubblico sulle atrocità verificatesi in un passato che possiamo definire universale, in modo da renderlo più consapevole di quello che in realtà avveniva in quel dato tempo storico.

La pellicola, nonostante il ritmo lento e serrato, non risulta pesante da seguire e riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore grazie all’ottima colonna sonora e all’interpretazione degli attori coinvolti. Lodevole è quella del piccolo Ivo Pietzcker il quale non ha avuto bisogno di troppe parole per dare vita a un personaggio di grande spessore. Con l’intensità del suo sguardo è riuscito a regalare momenti di pura emozione e grande commozione. A colpire dritto al cuore è la capacità di un bambino di comprendere la realtà meglio di un adulto (Sebastian Koch) che, per inseguire il sogno di una Grande Germania al ‘fianco’ di Hitler, è disposto a diventare un assassino. In Nebbia in agosto tutti gli interpreti (Sebastian Koch, Fritzi Haberlandt, Henriette Confurius, David Bennent e Karl Markovics tra i tanti) hanno dato grande prova di sé, facendo emergere il lato più umano della storia: il dolore e la rabbia per tutti quei bambini, adulti e anziani che hanno perso la vita a causa di un credo politico e delle manie di grandezza di un uomo, Hitler, che ha lasciato un segno indelebile nella storia di tutto il mondo.

 

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".