Sherlock 4: first look

SU NETFLIX APPRODA LA STAGIONE NUMERO 4 DI SHERLOCK

sherlockDopo due anni di attesa dallo speciale di Natale L’abominevole sposa – ambientato nell’età vittoriana -, Sherlock 4 torna più vivo che mai nel cuore di tutti gli appassionati della serie. Il prodotto inglese, nato nel 2010 ad opera di Steven Moffat e Mark Gatiss, vede come protagonisti assoluti Benedict Cumberbatch nel ruolo dell’eccentrico, intuitivo e geniale Sherlock Holmes e Martin Freeman in quello del fidato amico e assistente John Watson. Ogni stagione, ricordiamo, è caratterizzata da tre episodi della durata di un’ora e mezza ciascuno e l’intervallo tra di esse è di ben tre anni. Liberamente ispirata ai romanzi di Sir Arthur Conan Doyle, la season première della quarta stagione – intitolata The Six Tatchers – è stata rilasciata dal servizio di video streaming Netflix il 2 gennaio 2017, come a inaugurare il nuovo anno. Gli episodi successivi di Sherlock saranno disponibili a breve: il 9 gennaio potremo vedere l’episodio 4×02 – The Lying Detective, mentre dal 16 del corrente mese andrà in onda il terzo, The Final Problem, che chiuderà la quarta stagione in attesa di una quinta.

Ma dove eravamo rimasti? Alla fine della terza stagione il nostro Sherlock, dopo aver rischiato la propria vita, uccide il cattivo Magnussen e lascia il Paese. La première della nuova stagione, però, si apre con una scena e un ritmo inaspettati: Mycroft, il fratello del detective più apprezzato dagli amanti del genere noir, riuscirà in qualche modo a risanare la complessa situazione di Sherlock 4 – dovuta al suddetto omicidio – in modo che quest’ultimo possa tornare a vivere al 221b di Baker Street e riprendere la sua attività di investigatore. Ciò che lascia perplessi è la velocità con cui vengono affrontati i primi dieci minuti della stagione. La regia ha adottato un ritmo che lascia poco spazio all’immaginazione e molto alla confusione, rischiando così che lo spettatore perda e non si goda alcune battute e scene rilevanti. Tra queste anche la nascita della figlia di Mary e John Watson.

Nonostante questa piccola pecca, l’episodio non delude affatto. La tensione è palpabile fin dall’inizio e, come ogni due anni, il progetto continua ad avere in sé un perfetto mix di noir e ironia che solo Sherlock e i suoi creatori possono dare. Non mancano colpi di scena eclatanti e momenti legati alla terza stagione che faranno emergere nel pubblico tante domande e comprendere che spesso quello che vediamo non corrisponde alla realtà. A farla da padrone in The Six Tatchers è l’emozione: non solo dovuta al lungo periodo di attesa, ma anche a un fatto del tutto inaspettato ma a dir poco coinvolgente e decisivo per capire come si evolverà la relazione di pura amicizia incondizionata tra Sherlock e Watson.

Come nelle opere di Conan Doyle, infatti, uno dei personaggi principali era destinato fin dal principio a scomparire e questo ci permette di comprendere che è volontà dei registi seguire, almeno in parte, quanto accade nei romanzi dello scrittore. Lo showrunner Steven Moffat, durante un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly, ha dichiarato che “la morte di Mary Watson è stata necessaria per riportare Sherlock alle origini. Sherlock Holmes è incentrato sul rapporto tra i due protagonisti.

Sarà questa la direzione della nuova stagione. Si sono divertiti a formare un trio, ma non era una relazione destinata a durare. Mary se ne sarebbe andata in ogni caso e noi saremmo sempre tornati alle origini.” Con la morte di Mary inevitabilmente il rapporto tra i due protagonisti si è spezzato. Come molti ricorderanno, infatti, nella terza stagione Sherlock aveva fatto il voto di proteggere John e la sua famiglia qualunque cosa fosse accaduta, ma evidentemente non sempre è possibile mantenere le promesse. Aspettiamoci, quindi, un Watson molto arrabbiato e un periodo difficile da affrontare per entrambi. Intanto vi lasciamo al secondo episodio della quarta stagione di Sherlock, da oggi disponibile su Netflix.

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".