Silence: Recensione

UN’OPERA POTENTE SUL DRAMMA DEL SILENZIO DI DIO DAVANTI AL DOLORE UMANO

silence-locandinaGENERE: drammatico, storico

DURATA: 161′

USCITA IN SALA: 12 gennaio 2017

VOTO: 4 su 5

Basato sul romanzo di Shusaku Endo del 1966, Silence narra la storia di due padri gesuiti portoghesi, Sebastian Rodrigues (Andrew Garfield) e Francisco Garupe (Adam Driver) che nel 1639 intraprendono un viaggio verso il Giappone con l’intento di ricercare il loro mentore, padre Ferreira (Liam Neeson), giunto lì anni prima per diffondere il cristianesimo. Accolti come due messia, Rodrigues e Garupe proveranno a radicare nelle isole la fede cristiana, in un luogo dove chi pratica il cristianesimo viene violentemente perseguitato.

Martin Scorsese dirige e scrive, insieme a Jay Cocks, con cui aveva collaborato per Gangs of New York e L’età dell’Innocenza, un’opera potente e maestosa, in cui esamina il grande dilemma della fede: il silenzio di Dio davanti alle sofferenze umane. Silence è ambientato nel Giappone del XVII secolo, ma il tema tocca l’attualità e l’universalità della religione, specialmente quella cattolica. I cristiani sono stati perseguitati fin dall’epoca romana e hanno raggiunto il culmine nell’esperienza narrata da Endo. Possedere un’immagine sacra rappresentante Cristo, la Madonna o i Santi significava sfidare la religiosità buddhista. L’Inquisitore, a tal proposito, costringeva i praticanti all’apostasia e se non si rinnegava la propria fede, si andava incontro a una morte lenta e dolorosa.

Scorsese fotografa un Giappone povero, ignorante, non soffermandosi però sul buddhismo, ma piuttosto mostrando il rapporto tra l’uomo e Dio, tra chi prega e chi non ascolta, evidenziando il vuoto tra la domanda e la risposta, espressa così nel silenzio divino. Il regista di The Wolf of Wall Street sceglie Andrew Garfield ed Adam Driver come i due volti della speranza, ma affida all’ex Spider-Man il compito più profondo. Il suo Rodrigues emula Cristo e si crede portatore dell’unica vera fede, poiché ha vissuto perseguendo una verità universale, ma inevitabilmente, quando rincontra il suo mentore, si scontra con una realtà che non riesce a comprendere a fondo.

In questo contesto entra in scena l’enigmatico Kichijiro (Yōsuke Kubozuka), l’uomo che ha rinnegato Dio, ma che cerca continuamente il suo perdono. Tramite il legame tra Rodrigues e Kichijiro, Silence porta alla luce una moderna versione di Gesù e Giuda, e non a caso i rimandi evangelici sono disseminati ovunque (l’entrata di Rodrigues nella città come Cristo a Gerusalemme, l’ultima cena, il tradimento nel giardino degli uliveti che qui diventa la boscaglia, e la consegna alle guardie). Il personaggio di Garfield in Silence ha un ruolo di rilievo: padre Sebastian prega, ovunque e comunque, cercando disperatamente risposte da un Dio che tace e resta in silenzio, sollevando una delle più grandi questioni umane: dov’è Dio, e se c’è, perché tace e non fa nulla contro il dolore che affligge i suoi fedeli?

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.