Questione di karma: recensione

LA RECENSIONE DI QUESTIONE DI KARMA DI EDOARDO FALCONE E CON FABIO DE LUIGI ED ELIO GERMANO

locandina-questione-di-karmaGENERE: commedia

DURATA: 90 minuti

USCITA IN SALA: 9 marzo 2017

VOTO: 2,5 su 5

Questione di Karma è la nuova pellicola diretta da Edoardo Falcone e interpretata da Fabio De Luigi ed Elio Germano in primis. Giacomo è uno stravagante erede di una dinastia di industriali: la sua è un’esistenza segnata dalla morte del padre quando era molto piccolo e, più che interessarsi all’azienda, preferisce occuparsi delle sue mille passioni. L’incontro con un eccentrico esoterista francese, però, cambia le sue prospettive: lo studioso, infatti, afferma di aver individuato l’uomo in cui si è reincarnato suo padre. Trattasi di tal Mario Pitagora, un uomo tutt’altro che spirituale, interessato solo ai soldi e indebitato con mezza città. Questo incontro apparentemente assurdo cambierà la vita di entrambi.

Questione di karma è una di quelle commedie italiane che, se fosse stata gestita nel modo giusto avrebbe potuto provocare nel pubblico grasse risate. A mancare infatti sono dialoghi originali e degni di nota, anche se già di per sé il film è avvolto dalla banalità più assoluta, a partire proprio dall’origine: il soggetto. Se da un lato Edoardo Falcone non ha saputo sfruttare la sua seconda occasione da regista dopo il fortunato e molto apprezzato da pubblico e critica Se Dio Vuole; dall’altra è la sceneggiatura a peccare di prevedibilità. Banale e prevedibile come pochi, è facile comprendere sin da subito cosa vedremo nella pellicola e come si evolveranno le diverse relazioni al suo interno. Nonostante questo intoppo, Questione di karma è una di quelle commedie perfette per passare una serata spensierata, merito anche delle poche ma mirate battute che lasciano largo spazio alle risate. Ma, come in ogni progetto che si rispetti, non manca l’idea che un film debba anche veicolare un messaggio importante (questo aspetto l’abbiamo notato anche nel debutto alla regia di Edoardo Falcone, Se Dio Vuole).

In effetti è chiaro che la pellicola voglia indurre lo spettatore ad una riflessione sull’amicizia e su quanto essa possa influenzare positivamente la vita di un individuo. Il lungometraggio, almeno inizialmente, mantiene un andamento lento. In seguito, con il susseguirsi di scene, il ritmo diventa sempre più incalzante fino a quando non si assiste ad un vero e proprio colpo di scena che lascerà i più meravigliati. Non sorprende particolarmente l’interpretazione di Fabio De Luigi (d’altronde siamo abituati a vederlo in veste di comico), ma colpisce quella di Elio Germano. L’attore, che abbiamo visto spesso in ruoli drammatici, è riuscito più volte a far sorridere lo spettatore. Per quanto riguarda la regia, è semplice e non convince del tutto. Se avesse osato un po’ di più con le tecniche di ripresa, avrebbe ottenuto un maggior consenso di critica.

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".