Power Rangers: recensione

LA RECENSIONE DI POWER RANGERS, ECCO PERCHÈ PELLICOLA DI DEAN ISRAELITE NON CONVINCE

power-rangers-locandinaGENERE: Azione

DURATA: 124 minuti

USCITA IN SALA: 06 aprile 2017

VOTO: 2,5 su 5

I Power Rangers sono tornati sul grande schermo, ma il regista Dean Israelite sarà riuscito a rendere piena giustizia ai cinque eroi?
Quando scoprono che la cittadina di Angel Grove e il Mondo intero sono sul punto di essere distrutti da una temibile minaccia aliena, cinque normalissimi teenager dovranno unire le proprie forze per trasformarsi in qualcosa di straordinariamente potente: i Power Rangers.
Prescelti dal Destino, i cinque giovani eroi si renderanno ben presto conto di essere gli unici in grado di salvare le sorti del Pianeta.

Power Rangers è il film diretto da Dean Israelite che vede nel cast Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Ludi Lin e Becky G. e due volti molto noti al grande pubblico: Elizabeth Banks e Bryan Cranston. La pellicola delude sotto diversi punti di vista, a partire da una sceneggiatura dozzinale e priva di originalità. Non si può certo dire che i dialoghi siano molto curati, ma anzi sono caratterizzati da una semplicità che sconfina a volte nel non necessario.Uno degli aspetti positivi del film è quello di avere in sé momenti particolarmente divertenti (anche se rari), che permettono allo spettatore di seguire la missione dei Power Ranger con minor insofferenza.

Power Rangers è un film che risulta fuori portata per il pubblico di giovani a cui indubbiamente si rivolge: da un lato per la banalità delle scene che si susseguono e degli effetti speciali molto superficiali e di poco impatto visivo, dall’altro per le sequenza di scene mostrate, alcune decisamente troppo “forti” per il pubblico dei più piccoli.
Decisamente più azzeccata la colonna sonora, oltre ad essere adatta al target di spettatori che si vuole colpire, è movimentata e nasconde una sorta di verve umoristica che fa da sottofondo a tutta la trama.

Power Rangers non è però un film da bocciare in toto perchè, nonostante le sue carenze, permette al pubblico di riferimento di rivivere le emozioni di un tempo, quando ancora i Power Rangers venivano trasmessi in televisione. Il film riesce indubbiamente a far tornare indietro l’orologio e a far rivivere quei ricordi legati al fenomeno che coinvolse una intera generazione nei primi anni 2000. questi ricordiamo

Il problema più evidente, oltre al mancato approfondimento dei temi presenti (molto incisivi e che potrebbero riguardare la vita di ogni uomo), rimane legato alla recitazione degli attori stessi.
Dacre Montgomery (Red Ranger), Naomi Scott (Pink Ranger), Becky G. (Yellow Ranger) e Ludi Lin (Black Ranger) non hanno certamente entusiasmato nei rispettivi ruoli. Una menzione speciale è da attribuire invece a RJ Cyler, il Blue Ranger, che impersona un ragazzo affetto da un principio di autismo. Quest’ultimo ha dato vita ad alcune delle scene più esilaranti di Power Rangers.

Difficile valutare l’’interpretazione vocale’ di Bryan Cranston (abbiamo visto la versione doppiata in italiano), ma se merita quanto quella del suo doppiatore, allora possiamo dire che l’attore ha dato grande prova di sé. Infine, piccolo plauso anche ad Elizabeth Banks, che in contesto complesso riesce comunque a rendere credibile la figura del villain.

 

 

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".