Qualcosa di troppo: recensione

AUDREY DANA SCRIVE, DIRIGE E INTERPRETA QUALCOSA DI TROPPO, UNA COMMEDIA BASATA SUGLI STEREOTIPI

qualcosa-di-troppo-recensione-locandinaGENERE: commedia

DURATA: 98 minuti

USCITA IN SALA: 11 maggio 2017

VOTO: 3,5 su 5

Qualcosa di troppo racconta la storia di Jeanne, una madre single con alle spalle un divorzio e una discreta insofferenza verso gli uomini. Una mattina però si risveglia con una sorpresa che le cambierà completamente la vita. Si tratta di un film irriverente e denso di humour che affronta con leggerezza il tema dell’ambivalenza di genere, giocando con gli stereotipi ed i codici comportamentali e rompendo così ogni schema. Nel cast, insieme alla protagonista interpretata da Audrey Dana (anche regista del progetto), Christian Clavier (Il padre di Non sposate le mie figlie!), Eric Elmosnino (il professore de La famiglia Bélier), Alice Belaidi (11 Donne a Parigi), Antoine Gouy e Joséphine Drai.

Una commedia francese come poche quella di Audrey Dana, che è riuscita a divertire la critica facendo un largo uso degli stereotipi riguardanti il modo di vivere l’amore degli uomini e il loro approccio con il genere femminile. Divertente fino a risultare travolgente, il film presenta una sceneggiatura poco originale ma ben studiata, tanto che le battute e alcune scene, seppur banali, sono impregnate di un umorismo in rado di tenere gli spettatori incollati alle proprie sedie.

Nonostante talvolta si cada nell’esagerazione e in un linguaggio un po’ troppo sopra le righe (questo per le persone più mature), non mancano dinamiche geniali che diventano a dir poco illuminanti (anche per il pubblico) nel momento in cui la donna capisce come pensano gli uomini e mette in atto la sua offensiva contro il genere maschile, o meglio suo ex marito.

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L’unico pensiero che viene alla testa è “questa donna ha capito tutto”, ma poi ci rendiamo conto che non tutti gli uomini sono uguali, mentre il film fa di tutta l’erba un fascio, dando un’immagine distorta dell’uomo: per la regista, un predatore che pensa solo al sesso appena vede una donna. Questo, almeno fino a quando la protagonista capisce che le eccezioni esistono, che nulla è mai come sembra quando non si conosce realmente una persona, che nella vita bisogna lasciarsi andare.

Così facendo Jeanne prenderà coscienza del suo stato e farà del suo difetto un pregio, in tanti modi diversi e perlopiù esilaranti. Qualcosa di troppo è una commedia da non perdere, che si avvale di un cast d’eccezione, a partire da Audrey Dana che ha dato vita ad alcune delle scene più comiche del film. Poco espressiva è invece l’interpretazione di Eric Elmosnino, che pare mantenere la stessa mimica facciale per tutto il tempo della pellicola, a parte qualche sorriso qua e là.

Una menzione speciale e meritata è da attribuire a Christian Clavier, che veste i panni del ginecolo di Jeanne e che – siamo certi – vi farà sperare che il film non finisca mai. La pellicola gode di una colonna sonora movimentata e fresca e di una fotografia nitida, ma ciò che rende unico il progetto è il formidabile cambiamento della mimica facciale di Audrey Dana in base alle occasioni: la vedremo sconvolta, divertita, felice, sorpresa.

 

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".