The dinner: recensione

LA NOSTRA RECENSIONE DI THE DINNER, UN FILM CHE PRESENTA UN CAST D’ECCEZIONE MA NON SODDISFA LE ASPETTATIVE

the-dinner-locandinaGENERE: drammatico/thriller

DURATA: 120 minuti

USCITA IN SALA: 18 maggio 2017

VOTO: 2 su 5

Arriva oggi sul grande schermo The dinner, il film di Oren Moverman che vede tra i suoi interpreti il tanto apprezzato Richard Gere.  La storia racconta di una cena tra due fratelli con le rispettive mogli in un ristorante di lusso che fa venire a galla un orribile segreto. Stan Lohman (Gere), membro del Congresso in corsa per la carica di governatore, accompagnato dalla giovane moglie Katelyn (Rebecca Hall), invita a cena in uno dei ristoranti più esclusivi della città suo fratello minore Paul (Steve Coogan) e la moglie Claire (Laura Linney).

Quella che sembra essere una normale riunione familiare, si rivela essere invece l’occasione per discutere di un terribile omicidio commesso dai rispettivi figli e ancora impunito. I quattro genitori si trovano di fronte ad un doloroso dilemma morale: proteggere i propri ragazzi nascondendo la verità o agire secondo giustizia e denunciare il crimine? Portata dopo portata i rapporti si frantumano e si svelano i veri volti dei quattro protagonisti, restituendo una rappresentazione feroce della natura selvaggia dell’uomo, ben celata sotto la superficie delle convenzioni sociali e delle apparenze borghesi.

the-dinnerLa pellicola di Oren Moverman inizia con una cena a quattro dove, seduti a un tavolo di un ristorante chic, troviamo i coniugi Stan e Katelyn e la coppia formata da Paul e Claire. I due uomini sono fratelli e, nel corso dell’incontro, affronteranno – insieme alle loro mogli – un grande segreto. Il film è suddiviso in diverse parti, tutte dedicate ad un pasto della cena (il primo, il secondo, il dolce, ecc). Ognuno di questi capitoli si sofferma su un accadimento in particolare, permettendo così allo spettatore di avere le informazioni necessarie per comprendere quanto successo.

La pellicola parte a rilento e, nonostante successivamente si assista a scene decisamente intriganti, non ingrana mai come dovrebbe. Il ritmo è molto altalenante: dopo una prima fase di stallo dove ci vengono ‘presentati’ in maniera superficiale i protagonisti (non vengono approfonditi come meriterebbero), – man mano che la storia prende forma – si scopriranno alcuni dettagli interessanti circa il loro passato e alcune frasi e momenti appariranno più chiari. Così facendo il ritmo narrativo diventa più incalzante, ma senza riuscire ad intrattenere lo spettatore per tutta la durata del film.

La sceneggiatura alterna dialoghi di forte impatto emotivo – spesso dato dal timbro di voce dei protagonisti (l’abbiamo visto in versione originale) – a battute superflue, prive di spessore e talvolta banali. Se da una parte colpisce la differenza di linguaggio tra le due generazioni (vedremo comparire anche il figlio di Paul durante la serata) – uno più ‘terra a terra’ e arrogante e l’altro più ‘signorile’ ed elegante, dall’altra notiamo che la sceneggiatura presenta dei buchi nella narrazione.

The-Dinner-2Un aspetto affascinante, invece, è l’inserimento di qualche battuta ironica qua e là nel progetto, in quanto permettono di smorzare la tensione che si verrà a creare più avanti nel film. Se da una parte scopriamo il segreto per il quale è stata organizzata questa cena – e che segreto! -, dall’altra ci rendiamo conto che non è abbastanza per risultare del tutto soddisfacente. Gli interpreti sono perfettamente in parte, a partire da Richard Gere, ma una menzione speciale per la forza espressiva dei loro personaggi è da attribuire a Steve Coogan e Laura Linney.

A colpire in The dinner è l’uso dei flashback: da una parte il regista ne usufruisce per spiegare cosa è successo in passato e poi parlarne a tavola, dall’altra è il contrario: mette in campo un argomento che solo in seguito viene approfondito con un flashback per chiarire tutti i passaggi. La fotografia non è molto nitida e si avvale perlopiù di toni caldi e atmosfere cupe, che rendono al meglio il disagio provato dai protagonisti. Le due famiglie affrontano questo segreto in modo completamente diverso, ma sempre pensando di fare del bene alle persone a loro care.

È qui che emergono i temi più disparati, alcuni dei quali possono essere considerati universali: la discriminazione, il bisogno di sentirsi protetti e di proteggere le persone care, il senso di colpa, la forza che lega una famiglia, la necessità di liberarsi da un peso, il bisogno di parlarne, la paura di non farcela o di perdere qualcuno, conflitti irrisolti, la difficoltà di prendersi le responsabilità derivanti dalle proprie azioni e l’importanza di dire la verità.

 

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"Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possano essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare. E le persone si arrendono e quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono".