The Hours di Stephen Daldry

IN THE HOURS, LA DEPRESSIONE E LA SOLITUDINE DI TRE DONNE VISSUTE IN TRE EPOCHE DIVERSE

the hours locandinaTre donne, vissute in tre epoche diverse, alle prese con problemi di depressione, sentimenti repressi e la solitudine delle loro esistenze. Ad accomunarle, il libro “La signora Dalloway” di Virginia Wolf. Basato sul romanzo di Michael Cunningham, “Le Ore”, con The Hours, Stephen Daldry dipinge un intreccio complicato ma funzionale, per raccontare il male di vivere attraverso tre persone ben distinte. La prima è Virginia Wolf (Nicole Kidman), celebre scrittrice britannica. Nel 1923, l’autrice, in preda a disturbi bipolari e nervosismo, si trasferisce nella casa di campagna di Richmond, sperando di trovare la pace dei sensi. La seconda è Laura Brown: 1951, la donna, infelice della sua esistenza piatta e monotona, medita il suicidio. La terza è Clarissa Vaughan (Meryl Streep), una donna omosessuale intenta a organizzare la festa di compleanno del suo ex, malato di AIDS.

The Hours si apre e si chiude con Virginia Wolf, protagonista assoluta della pellicola, grazie all’interpretazione da Oscar di Nicole Kidman, imbruttita e resa simile alla scrittrice. È il 1941. La negatività e le pressioni della guerra hanno influenzato notevolmente le fobie e le malattie dell’autrice britannica; Virginia Wolf era nota per circondarsi di persone benestanti, ma quando tornava ad essere da sola, ricadeva nel circolo vizioso della depressione. Fu proprio questa malattia ad esserle fatale: il 28 marzo del 1941 si tolse la vita, dopo aver lasciato una commovente lettera al marito. La scrittrice si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, poco lontano dalla sua abitazione a Rodmell.

“Caro Leonard, guardare la vita in faccia, sempre; guardare la vita, sempre, riconoscerla per quello che è; alla fine, conoscerla, amarla per quello che è, e poi metterla da parte. Leonard, per sempre gli anni che abbiamo trascorso; per sempre gli anni; per sempre, l’amore; per sempre, le ore.” Nove nomination agli Oscar – di cui uno vinto dalla Kidman – con un montaggio impeccabile  e una fotografia maestosa, The Hours riesce ad analizzare le condizioni psicologiche, morali e sociali di tre donne così lontane, eppure così apparentemente vicine – ne sono un esempio i piccoli gesti quotidiani, dallo spazzolarsi i capelli davanti allo specchio, al dormire, tutti movimenti accomunati dallo stesso sentimento di infelicità, di negatività verso se stessi, il mondo e la loro stessa vita, che credevano fosse stata diversa.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.