Tutto quello che vuoi: recensione

LA RECENSIONE DELLA COMMEDIA TUTTO QUELLO CHE VUOI, UNO DEI MIGLIORI FILM ITALIANI DELL’ANNO

tutto quello che vuoiGENERE: drammatico-commedia

DURATA: 106 minuti

USCITA IN SALA: 11 maggio 2017

VOTO: 4,5 su 5

Presentato in anteprima mondiale al Bif&st di Bari, Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni rappresenta uno dei migliori film della stagione filmica italiana. Protagonisti del film sono Alessandro (Andrea Carpenzano), ventiduenne trasteverino e il poeta Giorgio (Giuliano Montaldo), malato di Alzheimer e testimone della Seconda Guerra mondiale.

Due mondi che nulla sembrano avere in comune ma che si ritroveranno a condividere una parte importante della propria vita. Alessandro, infatti, nullafacente di professione e maestro nell’arte di bighellonare, si ritroverà a fare da accompagnatore in passeggiate pomeridiane al vecchio Giorgio. Con il passare dei giorni, dalla confusa memoria di Giorgio emerge un ricordo legato al suo salvataggio durante la guerra da parte degli americani.

È a questo punto che la delicata commedia di Bruni si trasforma in un road movie e in un’avventura alla ricerca di un tesoro nascosto in terra toscana. Non un tesoro così come lo intende il gruppo degli amici di Alessandro che pensa di poter arricchirsi. Ma troveranno un qualcosa che si rivelerà avere comunque un grande valore umano e affettivo per l’anziano Giorgio. Con l’arrivo di Alessandro, la vita solitaria di Giorgio, chiuso nel suo dolore dopo la perdita della moglie cinque anni prima, cambia. Si riempie di gioventù, di partite a poker e con la playstation, di sigarette e avventure. I versi delle poesie di Giorgio si alternano alle meno poetiche parole di un articolo del Corriere dello sport e alla fine, dopo l’ostilità iniziale di Alessandro, si formerà un’amicizia eterna, che porterà il ragazzo a imparare a vivere e a crescere.

Tutto quello che vuoi è un po’ un racconto autobiografico del regista, perché il padre da qualche anno è affetto dal morbo di Alzheimer. Proprio da questo e dal fatto che il padre abbia riportato alla luce ricordi riguardanti l’epoca del cosiddetto passaggio del fronte in Toscana, Bruni ha avuto l’idea del film. Un film nel quale emerge la straordinaria capacità di scrittura del regista. Questa è affiancata alla bravura di tutto il cast. Quello che sorprende maggiormente è il quasi esordiente Andrea Carpenzano, che si muove perfettamente a suo agio al fianco di un veterano del cinema come  Giuliano Montaldo.

È una commedia piena di sentimento, una sorta di romanzo di formazione che confronta generazioni diverse. Non c’è conflitto fra queste, ma riescono a convivere e ad affezzionarsi le une alle altre. Gli spettatori sono guidati in questo percorso di amicizia dall’abile mano del regista/sceneggiatore che attentamente cerca, riuscendoci, di non cadere in finti sentimentalismi.

Tutto quello che vuoi è, dunque, un film divertente, a volte comico, a volte sentimentale, emozionante ma mai scontato. Una pellicola che fa sorridere e contemporaneamente riflettere. Un film sulla memoria personale e storica che bisognerebbe sempre tenere a mente, sui difficili rapporti personali. E infine un film sull’amore perduto ma mai dimenticato.

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