Così parlò De Crescenzo: recensione

IL MAESTRO LUCIANO DE CRESCENZO RACCONTATO IN UN DOCUMENTARIO CHE RIESCE A FARNE EMERGERE NON SOLO LA PREPARAZIONE E L’UMORISMO, MA ANCHE L’ANIMA

Così parlò De Crescenzo LocandinaGENERE: documentario

DURATA: 76 minuti

USCITA IN SALA: 26 ottobre 2017

VOTO: 3 su 5

Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo.

Luciano De Crescenzo è il protagonista di un documentario in uscita il 26 ottobre. La citazione del titolo è evidente: i registi di Così parlò De Crescenzo (Antonio Napoli e Serena Corvaglia) si rifanno al suo Così parlò Bellavista, opera che lo ha reso famoso e che ad oggi ha venduto diversi milioni di copie.

Il film segue, senza sorprese, la struttura classica del documentario, ripercorrendo la vita di De Crescenzo attraverso aneddoti e ricordi raccontati da lui stesso, che inoltre ci accompagna nei luoghi del passato e del presente, da Napoli a Roma. Le testimonianze sono tante, parte integrante del lavoro, e raccolgono un corposo gruppo di amici, famosi e non: tra questi il compianto Bud Spencer, Marisa Laurito, Renzo Arbore, Isabella Rossellini, Renato Scarpa, Marina Confalone, Benedetto Casillo, Lina Wertmuller.

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Una vita particolare, a partire dall’iscrizione alla facoltà di matematica avvenuta per caso, solo per seguire una ragazza; da lì l’assunzione all’IBM, le dimissioni dopo 20 anni, il debutto come scrittore e la partecipazione al programma Bontà Loro di Maurizio Costanzo, vero punto di svolta della sua carriera, che si è divisa tra scrittura, filosofia, poesia, cinema, televisione, fotografia e disegno.

Perché infatti scopriamo anche un Luciano disegnatore, con i suoi libri Raffaele e Il nano e l’infanta; fotografo, con alcuni scatti della sua Napoli raccolti in La Napoli di Bellavista; sceneggiatore, regista, attore, presentatore televisivo, spesso accanto all’amico Arbore.

Ma quello che il documentario mette in luce è soprattutto un grande uomo, emozionato ed emozionante, di immenso spessore e umorismo, e ci permette di conoscerne la vita privata oltre a quella professionale. Conosciuto per il suo amore per le donne, racconta lui stesso il matrimonio, la separazione, la relazione con la Rossellini, ma soprattutto ci presenta colei, l’unica, della quale dice di essere davvero innamorato, da sempre: sua figlia Paola.

Così parlo De Crescenzo ha il pregio di far emergere l’uomo dietro il Maestro in tutta la sua semplicità, creando un puzzle fatto di interventi, fotografie, interviste, materiali d’archivio, citazioni di libri, vignette e disegni, e di un preziosissimo audio di Federico Fellini. E non si può non unirsi alle sue parole: “Luciano, ti volevo dire bravo”. Sempre, e anche di più.

 

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"Suonala ancora, Sam"