Hostiles: recensione

UOMINI IN CERCA DI REDENZIONE IN HOSTILES, UN VIOLENTO WESTERN COLMO DI PIETAS

hostiles 2GENERE: western, drammatico

DURATA: 127′

VOTO: 4 su 5

Nel 1892 il capitano dell’esercito Joseph J. Blocker (Christian Bale) accetta con riluttanza di accompagnare un capo guerriero Cheyenne in punto di morte (Wes Studi) e la sua famiglia fino alle loro terre native. Il due, che in passato si sono già scontrati sul campo di battaglia, affrontano mille pericoli, tra pellerossa rivali e varie tensioni, da un accampamento isolato nel Nuovo Messico alle praterie del Montana. Durante il viaggio incontrano la giovane vedova Rosalee (Rosamund Pike), la cui famiglia è stata uccisa in quelle pianure.

Paesaggi maestosi e desolati per il dramma western Hostiles, dove la sceneggiatura e la musica diventano elementi portanti del film. Scott Cooper mette in scena una storia ambientata tra Messico e Stati Uniti, tra pellerossa e bianchi, tra nativi americani e uomini che credono di appartenere a quel territorio ostile e pericoloso. Brutale, burbero e violento, Christian Bale indossa i panni di un capitano dell’esercito che non ha più niente da perdere: odia le tribù perché gli hanno portato via tutti i suoi affetti, e loro odiano lui perché ha strappato le vite dei loro familiari. Hostiles diventa un ritratto spietato di due culture che cercano redenzione e misericordia per i loro peccati, ma è anche una riflessione sull’animo dell’americano in un’epoca dove si lotta per la sopravvivenza. Attraverso il sofferto Blocker, che tenta di espiare i suoi crimini e lo fa legandosi pian piano alla vedova distrutta, ma dotata di una grande forza d’animo, Rosalee (interpretata da una Rosamund Pike sofferente, ma che riesce ben presto a impugnare il fucile e riconoscere il suo nemico), Christian Bale mostra un volto segnato dal dolore che trova nella violenza il suo unico scopo per andare avanti. Statuario e imperscrutabile Wes Studi, nei panni del capo tribù, che attende di esalare l’ultimo respiro come un vero guerriero.

In un territorio ostile – come suggerisce il titolo – lo spettro della morte aleggia in ogni angolo tra i protagonisti. Hostiles è il racconta di un periodo storico recente, che nei religiosi silenzi cerca di rispondere al senso della vita e al significato di appartenenza, concludendo con un finale inaspettato e speranzoso. Cooper intraprende un percorso che rischia, però, di idealizzare troppo la figura del nativo americano saggio e paziente, accusando il bianco americano come il vero nemico della storia. Idiomatica la frase con cui si apre il film, che racchiude l’essenza dell’opera stessa: “L’animo americano è essenzialmente duro, isolato, storico e assassino”.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.