La signora dello zoo di Varsavia: recensione

SULLO SFONDO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, JESSICA CHASTAIN E JOHAN HELDENBERG DIVENGONO EROI IN LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA

la signora dello zoo di varsavia1GENERE: biografico, drammatico, storico
DURATA: 127 minuti
USCITA AL CINEMA: 16 Novembre 2017
VOTO: 2,5/5

Il tema delle persecuzioni contro gli ebrei è sempre stato molto usato al cinema, ma stavolta la regista Niki Caro cerca di proporci una prospettiva differente, portandoci fra gli alti cancelli dello zoo di Varsavia nel 1939.

La signora dello zoo di Varsavia è basato sul romanzo Gli ebrei dello zoo di Varsavia scritto da Diane Ackerman e racconta la storia vera di Antonina e di Jan Zabinska che, grazie al loro coraggio, riuscirono a mettere in salvo oltre trecento ebrei.

Il film comincia nell’estate del 1939 quando l’eco della guerra sembra ancora lontano e lo scenario appare quanto mai idilliaco tra serate mondane fra amici e miracolose nascite di elefanti. Antonina (Jessica Chastain) e suo marito Jan (Johan Heldenberg), infatti, sono i proprietari dello zoo di Varsavia, che gestiscono con passione.

Qualcosa cambia alcuni mesi dopo quando la città viene bombardata e le truppe dell’esercito tedesco occupano la zona. Anche lo zoo deve essere liquidato per far fronte allo sforzo bellico.

Il capo zoologo nominato dal Terzo Reich Lutz Heck (interpretato dall’attore Daniel Brühl) riesce a convincere Antonina ad affidargli “in prestito” gli animali sopravvissuti affinché possano essere spostati nello zoo da lui ereditato a Berlino.

Tuttavia, la bontà d’animo di Heck è soltanto apparente, poiché l’uomo non si porrà alcun problema morale nell’uccidere quelli di cui non ha bisogno, sfruttando la sua posizione di potere per cercare di insinuarsi anche nel matrimonio dei coniugi Zabinska.

Quando gli ebrei inizieranno a essere portati nel getto, Antonina e suo marito accoglieranno una cara amica per proteggerla e finiranno col rischiare la vita per centinaia di altri essere umani ingiustamente perseguitati negli anni seguenti.

Nonostante le ottime premesse La signora dello zoo di Varsavia non riesce a scavare oltre la superficie della storia, relegando per la maggior parte del tempo le crudeltà del nazismo fuori dai cancelli dello zoo.

Meritano una menzione le buone performance di Jessica Chastain e di Daniel Brühl, che non bastano a salvare la pellicola dal ritmo esasperatamente lento e da una colonna sonora che non aiuta a mantenere vivo l’interesse dello spettatore.

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