Bad Moms 2: recensione

IL SEQUEL DELLE “MAMME CATTIVE” RADDOPPIA LE IDEE, MA NON LE RISATE

Bad Moms 2 posterGENERE: commedia

DURATA: 100 minuti

USCITA IN SALA: 6 Dicembre 2017

VOTO: 2,5 su 5

Natale è il periodo più bello dell’anno… se non sei una mamma! Impacchettare, decorare, cucinare. C’è qualcosa di più stressante? Sì: la visita a sorpresa di tua madre, che arriva per ricordarsi quanto non sei all’altezza. Perché si sa che dietro ogni mamma cattiva, ci sono delle mamme ancora più cattive. Amy, Kiki e Carla sono tornate e sono pronte a tutto per salvare il loro Natale. E allora tra Babbi Natale spogliarellisti, party sfrenati e sbronze, la guerra tra mamme sta per iniziare. Senza esclusioni di colpi. No, a Natale non sono tutti più buoni.

A poco più di un anno esatto dal primo episodio, continua l’opera di demistificazione dei tradizionali cliché familiari di Hollywood, firmata nuovamente da Jon Lucas e Scott Moore, già registi e scrittori del primo episodio. Dopo la dissacrante versione di “mamma single appassionata e amorevole” di un anno fa, ecco che stavolta tocca al Natale, simbolo massimo del cinema familiare di marca statunitense, essere spogliato di tutti i suoi sorrisi e lustrini, come ben recita la sinossi ufficiale. Non è allora un caso se il titolo originale della pellicola recita A Bad Moms Christmas, nel quale viene messo l’accento in maniera deciso proprio sulla “festa delle feste” come bersaglio principale della pellicola. Bad Moms 2, però, pur prendendo in giro l’impianto “celebrativo” a stelle e strisce rimane (proprio come il primo episodio) allo stesso tempo una commedia tipicamente americana, in tutto e per tutto, nel bene e nel male.

Il sottotitolo scelto dai distributori italiani, Mamme molto più cattive (che per una volta calza a pennello), è infatti il primo segnale di uno di questi “mali”. La legge dei sequel hollywoodiani, ossia di riproporre la medesima formula del primo episodio, accentuando all’inverosimile tutti i suoi elementi più riusciti, viene scolasticamente seguita alla lettera. Escamotage principale, naturalmente l’intercessione delle “mamme delle mamme”: e allora Kathryn Hahn e mamma Susan Sarandon, detentrici della storyline slapstick e volgare, sono le protagoniste delle scene più grossolane e culturalmente “basse” della pellicola; alla coppia Kristen Bell/Cheryl Hines è invece affidata la parte creepy, sempre più inquietanti ed esilaranti ogni minuto che passa; a Mila Kunis e Christine Baranski (ormai specializzata nel ruolo di mamma cinica e glaciale in The Big Bang Teory) tocca la storyline principale, emotiva e sulla quale regge l’intero script.

Bad Moms 2 è allora un coacervo di tutte quelle caratteristiche che fanno, e non fanno, funzionare la commedia americana: il merito di riuscire a realizzare 90 minuti d’intrattenimento ad hoc ruotando attorno a concept più elementari possibile; il difetto di non riuscire ad andare oltre qualcosa di già visto e conosciuto, come si evince perfettamente in tutta la parte finale del film. La “saga” delle Bad Moms  resta comunque un’operazione interessante, proprio perché all’interno di una cinematografia, quella familiare/natalizia, più che satura e sicuramente bisognosa di qualcosa di nuovo, anche se solo sulla carta. Lucas e Moore non saranno quindi ricordati come innovatori del genere, ma dimostrano di poter sguazzare con un certo merito all’interno di un genere che chiede qualche idea in più, anche a scapito di qualche risata in meno.

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