Red Sparrow: recensione

JENNIFER LAWRENCE ADDESTRATA PER SEDURRE IN UNA SPY STORY CHE NON INTRIGA COME DOVREBBE

red-sparrowGENERE: thriller, spionaggio

DURATA: 139′

USCITA IN SALA: 1° marzo 2018

VOTO: 3 su 5

Quando viene colpita da una tragedia personale, Dominika Egorova (Jennifer Lawrence) cambia vita per aiutare sua madre, e viene arruolata, contro la sua volontà, nella Scuola Sparrow, un servizio segreto che trasforma giovani donne in letali e seducenti assassine. Dopo aver affrontato un duro allenamento, Dominika diventa la più pericolosa “Sparrow” di sempre. Il suo primo obiettivo è Nathaniel Nash (Joel Edgerton), un ufficiale della CIA che monitora le infiltrazioni dell’Intelligence Russa. I due cadono in una spirale di attrazione e inganno che minaccia le loro carriere, la loro fedeltà e la sicurezza di entrambe le nazioni.

Terminata la saga di Hunger Games, Francis Lawrence torna a lavorare con la sua attrice preferita in Red Sparrow, trasposizione cinematografica del romanzo Nome in codice: Diva (Red Sparrow) scritto dall’ex agente della CIA Jason Matthews. La Lawrence non è più nell’arena, ma il duro addestramento a cui viene sottoposta la sua Dominika mette a dura prova i suoi nervi. La star, da qualche anno apprezzata in interpretazioni di donne più mature, si mette alla prova in una spy story attraente, ma tuttavia incapace di intrigare come dovrebbe.

Jennifer Lawrence lavora sul suo accento e si trova a suo agio anche senza vestiti in un ruolo da moderna Nikita; da pura e restia ballerina a spia seduttrice e manipolatrice, costretta a crescere per essere gettata nel crudele mondo dello spionaggio (con “occhi da bambina in un corpo da donna”) e nel bel mezzo della – mai estinta – Guerra Fredda. Red Sparrow predilige la violenza psicologica all’azione vera e propria; restando fedele allo stile della spy story, Lawrence racconta un mondo fatto di inganni, tradimenti e spie doppiogiochiste. Così, Dominika si aggira tra le capitali europee alla ricerca del suo ruolo e della sua identità, senza mai dimenticare le sue origini. Le scene d’azione si concentrano nell’ultima mezz’ora del film, lasciando qualche perplessità sul finale. Come con madre!, Jennifer Lawrence è desiderosa di mostrare la sua versatilità con una pellicola che si affida ciecamente alla sua bravura, ma la storia non riesce a dare il giusto livello di suspense.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.