Catch-22: la serie di George Clooney co-prodotta con Sky Italia

MENTRE AUMENTANO LE COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI, CRESCE ANCHE IL MADE IN ITALY CON “IL MIRACOLO”

catch-22Dopo la pluri-collaborazione internazionale per The Young Pope, che comunque aveva nel nome di Paolo Sorrentino una potente firma nazionale, o per L’Amica Geniale, che però già parte dalla saga letteraria dell’italianissima Elena Ferrante, stavolta è un forte nome d’oltreoceano a scegliere, in maniera mirata e consapevole, il nostro paese per realizzare (e produrre) la propria opera. L’attore e regista americano George Clooney, infatti, ha coinvolto Sky Italia, insieme a Paramount Television, Anonymous Content e Smokehouse Picture, per la realizzazione della “sua” Catch-22, serie in sei parti tratta dall’omonimo romanzo scritto nel 1961 dallo scrittore statunitense Joseph Heller.

Naturalmente l’ambientazione della serie è risultata cruciale per quest’operazione. La storia di Catch-22 ha luogo in Italia, durante la seconda guerra mondiale, e vede al centro la parabola del giovane soldato americano John Yossarian (che sarà interpretato da Christopher Abbott), un bombardiere dell’aviazione costretto dai suoi superiori ad aumentare continuamente il numero di missioni da completare prima di poter ottenere il congedo e tornare a casa. L’unica via d’uscita per lui, ad un certo punto, si trova proprio nel “comma-22”, ossia la legge che prevede che solo chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo. George Clooney, regista e produttore esecutivo, figurerà anche come attore, nel ruolo del duro Colonnello Scheisskopf, responsabile dell’addestramento dei cadetti presso l’accademia in California, che renderà la vita difficile al protagonista. Nel cast tanti nomi noti, tra cui quello di Hugh Laurie, che sarà invece il Maggiore de Coverley. Le riprese, allora, partiranno proprio in questo mese e  saranno girate tra la Sardegna e Roma. La sceneggiatura dei sei episodi è stata affidata a Luke Davies e David  Michôd, e il risultato finale sarà trasmesso in Italia, ovviamente, da Sky Atlantic, mentre negli Stati Uniti sarà disponibile sulla piattaforma di Hulu, nel 2019.

Continuando la rassegna di produzioni internazionali nostrane, ecco arrivare nuove notizie dal set de Il Nome della Rosa, tra le serie più attese del prossimo anno, dopo il grande annuncio di Cannes dell’ottobre scorso. Diretta da Giacomo Battiato, prodotta da 11 Marzo Film e da Palomar, lo show sarà composto da otto puntate di circa 50 minuti (e non sei, come precedentemente dichiarato). Nel cast conservatissime la parata di stelle di Hollywood, dal Bernard Cui di Rupert Everett, al Guglielmo da Baskerville di John Turturro. Tra i volti italiani, invece, figureranno Alessio Boni, Fabrizio Bentivoglio, Stefano Fresi e Greta Scarano, oltre agli europei Piotr Adamczyk, James Cosmo, Damian Hardung, Sebastian Koch e Richard Sammel. Col confermato budget di 26 milioni di euro, le riprese si sono alternate tra Roma e Perugia, mentre la messa in onda della serie, che sarà trasmessa da Rai 1, è programmata anch’essa per la fine del 2019.

A registrare la crescita dell’attenzione (e, di conseguenza, degli investimenti) che le case di produzione italiane nutrono ogni giorno di più nei riguardi della forma seriale, infine, è doveroso citare il “caso” Il Miracolo. Trasmessa dall’8 maggio sul canale Sky Atlantic, la serie ideata dallo scrittore Niccolò Ammaniti è infatti già stata etichettata come la “miglior serie italiana dell’anno”. La serie parte da un’operazione di polizia in un covo di boss della ‘Ndrangheta, dove viene ritrovata una statuetta di plastica della Madonna che inizia a piangere sangue. Questo evento inspiegabile avrà ripercussioni sulle vite di tutte le persone che ne entreranno in contatto. Scritta dal trio composto da Francesca Manieri, Francesca Marciano e Stefano Bises, lo show è presto salito alla ribalta tra appassionati e critici come vero esempio di qualità tutta italiana, testimone della crescita arrembante del “made in Italy” seriale. Con un cast in gran forma, tra cui spicca la sempre impeccabile Alba RohrwacherIl Miracolo ha quindi subito appassionato i suoi spettatori e con la sua narrazione oscillante tra il mistico e il drammatico, ora thriller ora politica, è destinata a far parlare di sé, in Italia e, ci auguriamo, in tutto il mondo.

 

 

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