Solo – A Star Wars Story: recensione

Le spettacolari scene e l’ottimo cast non bastano a far decollare la storia, vero punto debole di Solo – A Star Wars Story

solo a star wars story locandinaGENERE: fantascienza, azione, avventura

DURATA: 135′

USCITA IN SALA: 23 maggio 2018

VOTO: 3 su 5

Il giovane e spavaldo Han Solo (Alden Ehrenreich) si guadagna da vivere compiendo piccoli furti insieme alla fidanzata Qi’ra (Emilia Clarke), ma intanto sogna di volare nei cieli. Quando uno sconvolgente episodio divide i due amati, Han si promette di tornare per salvarla. Troverà nello wookie Chewbecca un fidato amico e alleato, e in Tobias Beckett (Woody Harrelson) un mentore.

Solo – A Star Wars Story vuole ripercorrere gli anni giovanili del celebre personaggio interpretato da Harrison Ford nei sette capitoli del franchise cinematografico. Ron Howard porta sul grande schermo un film che costringe a restare due ore incollato alla poltrona, ed è un bene. Questo spin-off sembra quasi distaccarsi da tutte le altre opere collegate alla saga, anche se è impossibile non emozionarsi quando si vede il Millennium Falcon per la prima volta – con Han e Chewbe ai posti di comando. Solo – A Star Wars Story è innanzitutto il racconto della loro amicizia, in un tempo in una galassia lontana, in cui forze oscure muovevano i primi passi contro la Repubblica. L’Han interpretato da Alden Ehrenreich è un disertore, spavaldo, che non ascolta né esegue gli ordini. Peccato che proprio il suo protagonista sia uno degli anelli deboli del film. Facile per gli appassionati di Star Wars identificare Han Solo con Harrison Ford. Per questo l’operazione di Ron Howard non è facile. Alden Ehrenreich manca di tutte quelle qualità che dovrebbero rendere il personaggio affascinante e carismatico. Ci prova, si atteggia come tale, ma non compie la sua missione. Al contrario di Donald Glover, che nei panni di Lando Calrissian ruba davvero la scena, mettendo perfino in ombra il protagonista.

Solo – A Star Wars Story è anche una storia dove le donne si ritagliano il loro spazio. Forti e combattenti come Val (Thandie Newton), amante di Beckett, incollate al proprio destino come Qi’ra, (e per questo antitesi di Leia). Perfino L3, sottufficiale di Lando, è un androide donna che lotta per la parità di diritti tra uomini e macchine. La storia di Solo si interseca con quella di Dryden Voss (Paul Bettany, che come Glover dà ottima presenza scenica), signore della guerra che regola il mercato delle armi. Un contesto moderno, ormai ricorrente nel cinema odierno, per una storia, tuttavia, debole. A Solo manca un cuore capace di appassionare davvero gli amanti della saga. Ed ecco che lo spin-off dedicato a uno dei personaggi più amati dell’universo di Star Wars diventa un racconto convenzionale, volto a intrattenere, senza scavare a fondo nell’indole selvaggia del suo protagonista. Un’occasione sprecata per gli amanti del genere, che, tuttavia, non mancherà di divertire chi cerca risate gratuite e spettacolari scene d’azione.

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Linguista, aspirante giornalista, amante del cinema, malata di serie tv, in particolare dei crime polizieschi.