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BERLINO PREMIA MERYL STREEP

BERLINO PREMIA MERYL STREEP

L’ATTRICE AMERICANA CI SPIEGA PERCHÉ È IMPORTANTE AVERE LE FARFALLE NELLO STOMACO


I numeri: su per giù sono 35 gli anni di cinema, circa 40 sono i film in cui ha recitato, 2 sono gli Oscar che ha vinto e 17 sono quelli che poteva ricevere date le nomination. Senza contare i numerosi riconoscimenti per le interpretazioni e per la carriera, l’ultimo ricevuto dalla 62° edizione del Festival di Berlino: l’Orso d’oro alla carriera.


Durante la conferenza stampa, nella quale ha ricevuto fiori per San Valentino e addirittura una matrioska con il suo volto e i costumi che ha indossato in varie pellicole da un giornalista russo, l’attrice ha esordito dicendo: “Sono cresciuta in una cittadina del New Jersey che contava non più di 5 mila abitanti e non mi sarei mai immaginata questa carriera e non riesco ancora a crederci, credetemi”.


Continuando a parlare del suo lavoro, la Streep lo definisce “difficile, non hai un vero e proprio obiettivo. Ogni volta devi rimetterti in cerca di un progetto al quale dedicare le tue energie, una sceneggiatura dove riconoscere le stesse note che suonano dentro di te”.


C’è da dire però che la star hollywoodiana ha azzeccato ognuno dei  suoi ruoli. È stata un’attrice versatile, ha saputo calarsi in personaggi molto differenti e non sempre facili da interpretare. Il suo ultimo ruolo la vede nei panni di Margaret Thatcher, in The Iron Lady, per il quale potrebbe vincere un’altra delle statuette più ambite al mondo.


In realtà amo diversi tipi di personaggi, soprattutto quelli divertenti. Mi interessano però le donne complicate, quelle da tradurre al pubblico. Negli anni Ottanta avevo una pessima opinione di lei, la consideravo un’amica di Regan. Lavorando al film ho invece apprezzato varie cose della sua carriera politica. Certo, è stata autoritaria e arrogante, ma anche molto coraggiosa”.


E proprio mentre parlava di questa sua ultima candidatura all’Oscar, ha raccontato il modo in cui affronta ogni riconoscimento: “Quando sei sulla breccia da un po’, ti viene il dubbio di poter risultare noiosa. L’importante è continuare a sapere che l’insicurezza è la nostra migliore amica. Per esempio, le farfalle mi volano ancora nello stomaco quando stai per scoprire se vincerai o meno l’Oscar. Dopo trentacinque anni di carriera l’emozione è la stessa”. 

A cura di Valeria Vinzani

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