Italy, love it or leave it: recensione documentario

RIMANERE NEL NOSTRO “BEL PAESE” O EMIGRARE ALL’ESTERO PER VIVERE MEGLIO?

italy love it or leave it locandinaGENERE: documentario

DURATA: 75′

USCITA IN SALA: 4 Gennaio 2012

VOTO: 3,5 su 5

Questa la domanda posta dai due registi del documentario Italy, love it or leave it, che ci interroga tutti sulla possibilità di lasciare l’Italia per stabilirsi all’estero in cui (pare) tutto vada meglio. Luca Ragazzi e Gustav Hofer partono per un viaggio in tutta la penisola, durante il quale cercheranno di capire se vale la pena o meno rimanere nel nostro Paese. Gustav vorrebbe andar via e spinge per il trasferimento permanente all’estero, Luca invece ne è innamorato.

Un documentario sicuramente sui generis, che poco ha a che fare con la “vecchia” tradizione dell’intervista ai diretti interessati e della voce fuori campo onnisciente che informa lo spettatore. In questa piccola opera troviamo, oltre ai filmati girati dai due registi (con una telecamera Sony), brani amatoriali dell’Italia degli anni ’60, cinegiornali e immagini di repertorio, cui si aggiungono sequenze d’animazione. Con grande abilità, i due registi riescono a fondere bene diversi linguaggi visivi.

Dopo una breve introduzione, inizia il riassunto dei grandi problemi sociali e politici dell’Italia di oggi (e di ieri). Storie vere, molto amare, storie di chi in questo paese non si trova bene, che tira avanti con difficoltà e porta la sua testimonianza negativa. Ma ognuno di loro vuole comunque restare perché l’Italia è la sua terra.

Con il loro secondo documentario, i dure registi vogliono lanciare un forte messaggio d’azione a giovani e giovanissimi italiani: smettere di lamentarsi e cominciare a reagire anche nel proprio piccolo, smettere di dare per scontato che non ci sia nulla che possa cambiare e che l’unica soluzione sia la fuga. Ironico e divertente, procede scorrevole ma cade spesso nella retorica. Unica riserva: a volte suona di parte; alcune sequenze non rendono giustizia ai fatti a causa di una selezione di immagini non sempre “democratica”.

Alla fine del viaggio, i due una decisione la prendono (saprete quale andando a vederlo nei cinecircoli o scaricandolo da iTunes al prezzo di un normale biglietto del cinema): ora sta allo spettatore fare lo stesso. Non c’è una risposta universale a questa domanda, ogni italiano deve ragionarci e trovarla da solo.

Dopo averlo visto, dunque, pensateci bene… e scegliete.

 

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