Questo dolore un giorno ti sarà utile: recensione film

QUESTO DOLORE UN GIORNO TI SARA’ UTILE, OVVERO NORMALITÀ VS CONFORMISMO

questo dolore un giorno ti sarà utile locandinaGENERE: drammatico

DURATA: 98′

DATA DI USCITA: 24 Febbraio 2012

VOTO: 3,5 su 5

Che cos’è la normalità?”. È questa la domanda centrale del film Un giorno questo dolore ti sarà utile; è l’importanza della parola “normale” sul quale il regista vuole far riflettere il suo pubblico. Attraverso gli occhi di un diciassettenne alle prese con una crisi esistenziale, Roberto Faenza smaschera le ipocrisie della società moderna, troppo ottusa per capire che ogni persona ha dei pensieri e dei desideri propri.

Il giovane protagonista della pellicola, per esempio, ama l’arte in tutte le sue forme; ama stare solo con i suoi pensieri, o con particolari esseri umani: sua nonna Nanette, e il suo inseparabile cane. Non vuole andare all’università, ma gli piacerebbe apprendere il mestiere dell’artigiano. Cosa c’è di anormale in tutto ciò? Semplicemente niente, è una scelta di vita come un’altra.

Eppure la sua famiglia lo vede come un matto, come un sociopatico, come una persona da far seguire perché non vuole fare ciò che sembra essere normale. La madre è una donna sola, che cerca ossessivamente una persona con la quale svegliarsi nello stesso letto la mattina. La sorella maggiore sembra più adolescente di lui. Il padre ancora peggio: ama piacersi e piacere, specialmente a donne molto più giovani di lui. “La prima apparenza è quella che conta” è il motto velato di questo personaggio.

La quotidianità del ragazzo è fatta, quindi, da persone e situazioni che gli risultano opprimenti. Di conseguenza, la sua vita è una continua ricerca di una realtà diversa nella quale poter respirare a pieni polmoni, poter essere se stesso e non il riflesso di un volere altrui. Nei panni di James c’è un Toby Regbo eccezionale nel cercare di analizzare una società dove “normalità” sembra essere sinonimo di “pazzia”.

Il regista italiano crea un’opera di formazione con un cammino tutto in salita, un adattamento sul grande schermo dell’omonimo romanzo di Peter Cameron. L’insegnamento che il director nostrano vuole dare ai giovani, è di seguire sempre i propri sogni e le proprie idee. Non bisogna lasciarsi portare via dalla corrente del conformismo, ma sviluppare i propri valori e essere sempre coerenti con gli stessi.

La profondità del film è sostenuta e resa particolarmente interessante dalle ottime interpretazioni dei loro attori, nessuno escluso. A spiccare sono però, oltre a Regbo, il premio Oscar Marcia Gay Harden nel ruolo della madre. Magnifica anche la fotografia di Maurizio Calvesi e la colonna sonora composta da Andrea Guerra, interpretata in parte da Elisa.

 

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