Continuum: guerra ai terroristi del futuro

IL FORMAT SCI-FI FATICA AD INTRAPRENDERE UNA DIREZIONE CHIARA E PRECISA

Continuum è una serie televisiva di fantascienza canadese trasmessa negli USA in onda dal 27 maggio 2012 e la prima stagione è composta da 10 episodi. La protagonista, Keira Cameron (Rachel Nichols, vista in Alias e Criminal Minds) è una poliziotta del 2077 che si ritrova intrappolata nel 2012. È sola, straniera in terra straniera e deve fermare otto spietati criminali provenienti dal futuro, chiamati Liber8, arrivati nella Vancouver dei giorni nostri.

Questa stagione, arrivati alla soglia dell’ottavo episodio sta deludendo in pieno, pur intrigando qua e la, per via di una totale mancanza di emozioni e una linearità nel filo logico poco riuscito a cavallo tra ricordi del passato futuro e presente da contaminare. Sbalzi temporali, emozioni basilari e un rovesciamento sistemistico di antieroi definiti terroristi che “si agitano” contro le lobby internazionali, le quali a loro volta controllano aziende e quindi governi: suvvia, tutto ciò non sta né in cielo né in terra.

Ma mettiamo da parte l’impossibile. Preso da parte singolo episodio ci si aspetta qualcosa di più dalla puntata successiva, salvo poi ricredersi e veder deragliare completamente ogni volta lo show, che passa senza pudore dal crime, al kombat (mini) movie, sino alla filosofia da strada applicata ad una fantascienza dozzinale. La produzione raccoglie comunque dati di ascolto decenti in quest’estate americana di vuoto assoluto, ma difficilmente propenderà per una riconferma che avrebbe del clamoroso.

La protagonista è molto bella e ci mette tutto il suo passato da ex modella per rendersi credibile, il risultato però delle sue missioni è involontariamente comico e drammatico al contempo, perché alla fine dei giochi, con tutta la pazienza che gli si può concedere, quando si arriva a due puntate dalla fine della prima stagione e nessun senso è emerso tra le righe, diventa chiara la confusione che regna nella testa degli sceneggiatori in primis. E senza una buona penna non si va da nessuna parte, specialmente in direzione futura. 

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