Gebo e l’ombra: recensione film

GEBO E L’OMBRA, MANOEL DE OLIVEIRA E L’ARTE DEL CINEMA: INCANTO E DELIZIA

Gebo e l'ombra locandina filmGENERE: drammatico

DURATA: 95′

USCITA IN SALA: 26 Giugno 2014

VOTO: 4 su 5

Ambientato verso la fine del 19° secolo, il film racconta di un patriarca onorato ma povero, che si sacrifica per proteggere il figlio fuggitivo. Sembra di essere a teatro durante la proiezione di Gebo e l’ombra del regista portoghese Manoel de Oliveira. Le luci, l’inquadratura fissa sui personaggi e i dialoghi fanno dimenticare di essere in una sala cinematografica e proiettano lo spettatore in un ambiente fisso che ricorda la scenografia di un palcoscenico. La bravura degli attori mette da parte la finzione della rappresentazione e fa provare nel proprio animo e sulla propria pelle le sofferenze dei protagonisti.

Tratto dall’opera omonima di Raul Brandao, le vicende si svolgono nel XIX secolo e riportano al dolore di una famiglia per l’assenza del figlio, costretto alla fuga e del quale non si hanno più notizie. Il padre Gebo, un onesto cassiere interpretato da Michael Londsale, è costretto con l’aiuto della nuora a mentire alla moglie, interpretata da Claudia Cardinale, che morirebbe di dolore nel sapere come sta vivendo la sua progenie.

Il film, che descrive mirabilmente i sentimenti di una famiglia in pena per la sorte del giovane João, racconta anche la monotonia e la difficoltà di una vita povera che sembra non portare mai novità e serenità. Lo stile della narrazione è pacato, dolce e protettivo anche quando Dorotea rimprovera il marito per i silenzi e riflette sulla loro condizione. Il regista  con semplicità e arte innata conquista così inesorabilmente lo spettatore.

 

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